Indagini in corso sulla terribile morte di Daniel e Stefan, i fratellini romeni di 6 e 7 anni, annegati in un vascone per l’irrigazione tra Manfredonia e Zapponeta. Ieri pomeriggio, durante il riposino pomeridiano dei genitori, i piccoli si sono recati presso il vascone forse in cerca di refrigerio dal gran caldo. Ipotesi avvalorata dal ritrovamento delle ciabattine nei pressi dell’acqua.
Sul posto è possibile notare un piccolo buco nella recinzione che delimita l’area. Da lì i bambini potrebbero aver avuto accesso alla zona per salire sull’argine, alto circa un metro, per poi finire nel vascone, dove – per cause da accertare – sono annegati. Una tragedia immane per la quale è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo.
La vicenda fa tornare alla memoria quanto accaduto in località Arpinova a Foggia nel 2006 quando morì Demir Ferkat, un bambino di 11 anni. All’epoca fu indagato un imprenditore agricolo, proprietario del vascone irriguo. L’uomo, condannato in primo grado, venne invece assolto in Appello nel 2014. Il suo legale, l’avvocato Michele Vaira sollecitò l’assoluzione rimarcando come il suo assistito avesse recintato il vascone irriguo e che quanto accaduto non fosse conseguenza di imprudenza dell’imputato.
Il podere teatro della tragedia si trovava in località “Passo di corvo”, a poche centinaia di metri dal campo nomadi di Arpinova; quel 4 settembre del 2006 faceva caldo, e sei bambini raggiunsero il vascone irriguo largo 7 metri, lungo 20 e con una profondità massima di tre. Come poi raccontò nel processo a Foggia il fratellino della vittima, il bimbo voleva acchiappare una rana: scivolò nel vascone e il fondo melmoso gli impedì di risalire. Il cadavere fu recuperato un paio d’ore dopo dai vigili del fuoco. In appello fu assolto, con la Corte che disse chiaramente che la colpa non era di chi deteneva il vascone, ma dei genitori che dovevano stare attenti ai ragazzi. (foto dalla gazzetta del mezzogiorno)











