Ergastolo con isolamento diurno per un anno per Giuseppe Albanese detto “Prnion”, 42enne foggiano, affiliato al clan Moretti-Pellegrino-Lanza, il più potente della “Società”. L’uomo è stato ritenuto colpevole, dal Tribunale di Foggia (Corte d’Assise, presidente Talani), dell’omicidio del pizzaiolo Rocco Dedda, freddato sull’uscio di casa sua, davanti alla famiglia, il 23 gennaio 2016. Un omicidio efferato avvenuto in via Capitanata, rione Candelaro. L’agguato sarebbe stato organizzato nell’ambito della guerra di mafia tra i Moretti e il clan Sinesi-Francavilla.
Accolte quasi del tutto, dunque, le richieste della pm Bruna Manganelli che alcune settimane fa aveva invocato il massimo della pena per l’imputato con isolamento per 18 mesi. Albanese, in videoconferenza dal carcere di Parma dove si trova al 41 bis, assistito dall’avvocato Francesco Santangelo, si è sempre professato innocente ma su di lui hanno gravato i filmati della videosorveglianza e alcune dichiarazioni rilasciate agli inquirenti da tre pentiti.

Albanese è ritenuto uno dei due killer (l’altro è tuttora ignoto) ripresi dalle telecamere quel giorno di sette anni fa. I filmati vennero diffusi dalla squadra mobile nella speranza che qualcuno indicasse gli uomini immortalati. Furono i collaboratori di giustizia Raffaele Bruno e Pietro Antonio Nuzzi ad affermare di aver riconosciuto Albanese. Nuzzi, pentito di Altamura, disse di averlo saputo in carcere da un affiliato dei Moretti. Anche il pentito Carlo Verderosa, ex morettiano, rilasciò dichiarazioni scottanti spiegando di aver consegnato ad Albanese lo scooter usato per l’agguato a Dedda e aggiungendo che lo stesso imputato gli confidò di aver preso parte all’omicidio. “Prnion” incastrato anche dal suo telefonino: l’uomo avrebbe ricevuto telefonate proprio mentre si trovava sulla via di fuga.
Nel frattempo ha preso il via, nei giorni scorsi, un altro processo a carico di Albanese. Il 42enne è infatti accusato del tentato omicidio del boss Roberto Sinesi e del nipotino di quest’ultimo che all’epoca aveva solo 4 anni. Nonno e bambino rimasero feriti in un agguato di mafia il 6 settembre 2016, illesa, invece, la figlia del capomafia che era alla guida di una 500 L. Scenario dell’agguato sempre il rione Candelaro. Secondo alcuni pentiti, Albanese era nel commando dei killer insieme ad altri pezzi da Novanta della mafia foggiana e garganica.
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