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Home - Mafia Foggia, pizzaiolo giustiziato davanti alla sua famiglia: invocato l’ergastolo per Albanese, uomo dei Moretti

Mafia Foggia, pizzaiolo giustiziato davanti alla sua famiglia: invocato l’ergastolo per Albanese, uomo dei Moretti

Di Francesco Pesante
10 Giugno 2023
in Cronaca
Albanese e Dedda; sullo sfondo, il luogo dell'omicidio

Albanese e Dedda; sullo sfondo, il luogo dell'omicidio

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Chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per diciotto mesi per Giuseppe Albanese detto “Prnion”, 42enne foggiano, membro del clan Moretti-Pellegrino-Lanza. A formulare la richiesta, la pm della Dda, esperta di mafia locale, Bruna Manganelli che ieri ha invocato il massimo della pena per l’imputato.

Albanese è accusato dell’omicidio del pizzaiolo Rocco Dedda, ritenuto vicino al clan Sinesi-Francavilla. L’uomo venne ucciso davanti alla sua famiglia sull’uscio della propria abitazione in via Capitanata, nel rione Candelaro. Fu un’esecuzione in pieno stile mafioso risalente al 23 gennaio 2016. Dedda aprì la porta ai suoi assassini e fu giustiziato senza pietà davanti allo sguardo atterrito di moglie e figlio.

Albanese, in videoconferenza dal carcere di Parma dove si trova al 41 bis, si è sempre professato innocente ma su di lui gravano i filmati della videosorveglianza e alcune dichiarazioni rilasciate agli inquirenti da tre pentiti.

L’imputato sarebbe, secondo l’accusa, uno dei due killer (l’altro è tuttora ignoto) ripresi dalle telecamere quel giorno di 7 anni fa. I filmati vennero diffusi dalla squadra mobile nella speranza che qualcuno riconoscesse gli uomini immortalati. 

Furono i collaboratori di giustizia Raffaele Bruno e Pietro Antonio Nuzzi ad affermare di aver riconosciuto Albanese. Nuzzi, pentito di Altamura, disse di averlo saputo in carcere da un affiliato dei Moretti. Anche Carlo Verderosa, ex morettiano, uno dei pentiti più recenti, ha rilasciato dichiarazioni scottanti spiegando di aver consegnato ad Albanese lo scooter usato per l’agguato a Dedda e avrebbe aggiunto che lo stesso imputato gli confidò di aver preso parte all’omicidio. 

Di parere contrario la difesa che ha fatto leva sul fatto che nessun agente, pur conoscendo Albanese, lo riconobbe nei filmati. Complicata anche l’analisi antropometrica data la scarsa qualità del video. C’è però il telefonino ad inguaiare l’imputato: l’uomo avrebbe ricevuto telefonate proprio mentre si trovava sulla via di fuga. 

A metà giugno la prossima udienza per la discussione della difesa, poi ci sarà la sentenza, prevista lo stesso giorno o, al massimo, nella prima metà di luglio. (In foto, a sinistra, i killer ripresi dalle telecamere, al centro Albanese, a destra Dedda; sullo sfondo, la scena del delitto)

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Tags: Giuseppe AlbaneseMafia foggiana
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