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Home - “Noi stressati e in burnout”, il grido di aiuto degli agenti penitenziari. Situazione esplosiva a Foggia

“Noi stressati e in burnout”, il grido di aiuto degli agenti penitenziari. Situazione esplosiva a Foggia

Di Redazione
17 Maggio 2023
in Cronaca
foto archivio

foto archivio

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Situazione esplosiva nel carcere di Foggia tra sovraffollamento e agenti penitenziari in burnout. Lo evidenziano in una nota congiunta i sindacati Osapp, Uil P.A., Senape, Fnsi Cisl e Cgil Fp rappresentati rispettivamente da Michele Giorgio e Tonio De Maio, Raffaele Canto, Nicola Di Feo e Antonio Crescitelli.

“Più volte – scrivono – le segreterie regionali e nazionali delle scriventi organizzazioni sindacali di Polizia Penitenziaria sono intervenute per segnalare la grave situazione di affollamento della regione Puglia e soprattutto di carenza di personale della Casa Circondariale di Foggia, che ormai ha raggiunto i massimi livelli, con una presenza di circa  615 detenuti su una capienza ottimale di 364, numeri che portano l’indice di sovraffollamento dell’istituto oltre il 160% della capienza (tra i più alti d’Italia), a cui si aggiunge  una carenza di unità di Polizia Penitenziaria pari a 40 unità sulle 261 previste  dalla pianta organica, in più occasioni segnalata come assolutamente insufficiente a seguito del taglio del 28% operato dalla Legge Madia del 2017″.   

I sindacati scrivono di “una miscela esplosiva, in un contesto di criminalità comune e organizzata che ha portato la città e l’intera provincia alla ribalta delle cronache nazionali, con episodi che vanno: dalla strage di San Marco in Lamis alla rivolta del 09 marzo 2020, quando quasi cento detenuti riuscirono ad evadere dopo aver devastato l’intero istituto ed incendiato numerosi locali e uffici; all’omicidio di un detenuto semilibero avvenuto giusto un anno fa innanzi al cancello di accesso all’istituto; senza contare le numerosi aggressioni ai lavoratori di Polizia Penitenziaria, ai continui rinvenimenti e sequestri di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, telefoni eccetera”.

E ancora: “Non possiamo dimenticare ovviamente i gravi eventi che hanno coinvolto il personale, per citarne solo il più grave ricordiamo la strage di Orta Nova dell’ottobre 2019, quando il nostro collega Ciro in preda a raptus senza apparente motivo se non lo stress psico-fisico, ha ucciso la moglie e le due figlie minorenni di 13 e 18 anni e poi si è tolto la vita“. Una vicenda, in realtà, mai chiarita e sulla quale resta forte il mistero sui reali motivi della mattanza.

“Da allora – proseguono i sindacati – la situazione è peggiorata ulteriormente e si fa giorno per giorno sempre più problematica, tanto che quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a ricoprire più posti di servizio contemporaneamente ed a svolgere turni di servizi che vanno fino alle 16 ore giornaliere, in luogo delle 6 previste; questo in un contesto lavorativo estremamente stressante, che nel tempo ha causato malattie professionali prima tra tutte stati di ansia reattiva, stress correlato, e burn out, oltre a fughe dal lavoro con numerose richieste di pensionamento o di trasferimento in sedi limitrofe”.

“Inutili sono stati fino ad oggi le grida di allarme e di richieste di aiuto lanciato da queste OO.SS. in nome e per conto di tutti i lavoratori di Polizia Penitenziaria dell’istituto di Foggia, tanto è che oramai questi ci dicono: ‘non ce la facciamo più’; si è giunti alla conclusione che non si può più nemmeno esortare i colleghi a tenere alto lo spirito di Corpo, in nome della ‘mission’, avendo oramai constatato troppe volte che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed il Provveditorato di Bari, si sono limitati ad adottare provvedimenti tampone, inutili pannicelli caldi inviando personale in missione per brevi periodi.

A conferma di quanto sopra rappresentato, la stessa Direzione di Foggia coraggiosamente ha sospeso l’aggiornamento del P.I.L. in corso con le scriventi OO.SS.: ‘Vista l’oggettiva impossibilità di revisione rappresentata dal Comandante di Reparto… a causa dell’inadeguatezza dei numeri disponibili e considerata l’impossibilità di mettere in atto obiettivi attuabili in virtù dei numeri presenti, la scrivente è costretta a sospendere l’aggiornamento del P.I.L. 2021′, ammissione che ovviamente preoccupa queste OO.SS., visto l’approssimarsi della stagione estiva che renderà la situazione estremamente critica e che potrebbe rilevarsi fatale per la sicurezza interna.  

Per questi motivi, le segreterie territoriali delle OO.SS. firmatarie del presente documento sono ad esternare tutto il proprio legittimo e doveroso dissenso per l’immobilismo e l’indifferenza dimostrate nel tempo per le gravi problematiche della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Foggia da parte del Ministro, dei vertici del Dipartimento e del Provveditore Regionale e chiedono l’immediata assegnazione di almeno 40 unità necessarie per affrontare la stagione estiva, nonché la revisione dell’organico previsto con l’incremento di almeno altre 80 unità, sulle attuali 261. Si auspica che nel corso della visita istituzionale prevista per il 18 p.v., i vertici Politici del Ministero e dell’Amministrazione siano in grado di assumere impegni reali, per la soluzione delle criticità rappresentate, nonché di fornire risposte concrete ai lavoratori della Polizia Penitenziaria di Foggia, che da troppo tempo aspettano”.       

Tags: Carcere Foggia
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