Memoria viva al “Notarangelo-Rosati” di Foggia, per non dimenticare le vittime dell’Olocausto

Letteratura e musica protagoniste nell’Aula Magna di Via Napoli. La Dirigente Scolastica, Irene Patrizia Sasso: “Un evento per ricordare, per creare identità, condivisione”

Un giorno per non dimenticare e celebrare la memoria. Venerdì 27 gennaio 2023, a partire dalle ore 10.00, l’ITET “Notarangelo – Rosati” di Foggia organizza una giornata di arte e riflessione per commemorare le vittime dell’Olocausto.

La manifestazione, curata dalla docente Lucia Palmieri, con la collaborazione della professoressa Tiziana Piazzolla, vedrà la lettura di brani di “Se questo è un uomo” di Primo Levi; “La banalità del male” di Hannah Arendt; “Yossl Rakover si rivolge a Dio” di Zvi Kolitz; “Il canto del popolo ebraico massacrato” di Yitzhak Katzenelson a cura degli attori Alessandro Renella e Luca Citarelli, con la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti.

Le musiche selezionate sono “Undzer shtetl brent” (La nostra città sta bruciando) di Mordecai Gebirtig e “Unter dayne vayse shtern” (Sotto le tue bianche stelle), la canzone più famosa di Avrom Sutzkever, scritta durante il periodo di clandestinità in Lituania. I brani saranno eseguiti da Gioele Chiaiese (violino); Alessia Ciociola (pianoforte); Chiara Trisorio (canto).

“La memoria come seme del futuro – sottolinea la dirigente, Irene Patrizia Sasso – significa collegare ma anche tramandare. Per questo uno degli impegni più grandi che abbiamo è il rapporto tra le generazioni attraverso cui la memoria si costruisce. Per ricordare, per creare identità, condivisione. Ancora oggi siamo testimoni di orrori nel nostro tempo. Perché ricordare? Perché questo è stato. La memoria ci serve come potente strumento di difesa, per impedire che quello che è accaduto si ripeta di nuovo. Il 27 gennaio le nostre studentesse e i nostri studenti saranno parte attiva della manifestazione, per rendere viva la memoria”.

“La resistenza ebraica – aggiunge la docente Lucia Palmieri che ha ideato anche la scenografia, realizzata con il gruppo di sostegno – scelse il canto come proprio inno durante l’Olocausto. Ecco perché abbiamo deciso di accompagnare le letture dedicate con esibizioni di brani musicali. Sono musiche che celebrano la tenacia degli uomini, la loro ostinazione di sopravvivere e che denunciano l’indifferenza di quanti assistono a eventi tragici, senza cercare di intervenire”.



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