Seconda stazione di Foggia, Cavaliere chiede chiarezza a Rfi. “Potrebbero servire anni e troppi soldi”

“Il progetto oltre a non prevedere i binari ‘in deviata’, prevede la realizzazione di un ‘fabbricato viaggiatori’ di dimensioni così ridotte da non consentire, a mio modesto parere, la presenza di idonei servizi”

Sulla seconda stazione di Foggia è intervenuto l’ex consigliere comunale e presidente onorario della Fondazione Antiusura Buon Samaritano, l’ingegnere Pippo Cavaliere. “Ho da sempre nutrito dubbi sulla volontà di RFI di programmare la realizzazione della seconda stazione per l’alta velocità attraverso due distinte fasi progettuali – esordisce Cavaliere -: in prima battuta una semplice fermata, rimandando ad una fase successiva la trasformazione di quella fermata in una vera e propria stazione. Un’ipotesi poco credibile, che comporterebbe, ad esempio, un’inutile duplicazione delle procedure di approvazione, quale ad esempio la verifica di assoggettabilità a VIA. È infatti buona norma sottoporre ad approvazione il progetto generale nella sua configurazione finale, per poi procedere alla realizzazione per stralci funzionali in base alle disponibilità finanziarie. Solo in questo modo si ha la certezza che ciò che si costruisce oggi è ben fatto ed idoneo alla realizzazione di un più ampio progetto, evitando così il rischio di uno spreco di risorse pubbliche.
E dopo avere visionato il progetto definitivo della prima fase, e cioè della fermata, i dubbi sono aumentati. Il progetto, predisposto da RFI, oltre a non prevedere i binari ‘in deviata’, prevede la realizzazione di un ‘fabbricato viaggiatori’ di dimensioni così ridotte da non consentire, a mio modesto parere, la presenza di idonei servizi (sale di attesa, biglietteria, servizi commerciali, servizi igienici, ufficio informazioni, sala ristoro e servizi in genere all’utenza), di cui ha diritto una città di 150mila abitanti, tra le più popolate d’Italia. Credo possa essere stimata, per difetto, nel 30/35% la percentuale del traffico ferroviario che verrà dirottato nella nuova fermata, che si troverà così ad essere sprovvista dei servizi adeguati. Da un po’ anche Firenze la si raggiunge transitando via Roma. A quel punto, quindi, dopo aver speso 40 milioni nei prossimi 2/3 anni, si dovrà procedere alla realizzazione di un nuovo intervento che contempli i binari ‘in deviata’ e l’ampliamento del ‘fabbricato viaggiatori’, lavori che ovviamente comprometterebbero la perfetta (se non l’intera) funzionalità di un’opera appena realizzata”.

Secondo Cavaliere “delle due l’una: o l’intervento si esaurirà alla prima fase (sola fermata), oppure il completamento dell’intervento (stazione) richiederà anni e l’impegno di cospicue risorse finanziarie, di gran lunga superiori a quelle necessarie se l’intervento venisse realizzato in un’unica soluzione.

Si chiede a RFI di fare chiarezza sulla programmazione e sulle sue reali intenzioni e di confutare, qualora possibile, i dubbi sopra espressi. Lo deve, se non altro, per una questione di trasparenza e di rispetto nei confronti di una città che sta lottando per risalire la china e scrollarsi di dosso marchi infamanti, e per far ciò è necessario riacquistare fiducia nello Stato e nelle sue varie articolazioni”.



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