Stella Maris, Campo: “Vicenda disumana, prendiamoci cura dei deboli”. E invoca modello organizzativo

Secondo il consigliere regionale “ci vuole un cambio di passo a tutti i livelli”

“La vicenda della Rsa Stella Maris deve interrogare tutti coloro che mantengono responsabilità istituzionali e politiche: non è la prima volta che la cronaca ci sbatte in faccia casi di tale disumanità che purtroppo continuiamo a registrare e denunciare su tutto il territorio nazionale con la difficoltà di riuscire a determinare soluzioni e modelli che ci mettano al riparo da questi rischi”. Lo afferma il manfredoniano Paolo Campo, presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio regionale dopo l’arresto di quattro oss accusati di violenze sugli anziani della Stella Maris di Siponto a Manfredonia.

“Oltre le responsabilità ‘criminali’ dei diretti interessati – prosegue Campo -, risulta evidentemente necessario porsi una volta e per sempre il problema dei fragili e dei deboli; le persone sole, i cui bisogni non possono essere soddisfatti da una ‘retta’. Ci vuole un cambio di passo a tutti i livelli; e come al solito il tema interroga prima di tutto le nostre coscienze, la nostra disponibilità verso l’altro, i nostri modelli culturali”.

E ancora: “Sdegno e condanna per fortuna soccorrono sempre, ma la politica prima di tutto deve farsi carico di immaginare non ‘soluzioni’ ad un problema, ma un modello di organizzazione dei tempi e della vita della società che tenga conto di tutti. Sempre; non solo quando la crudeltà prende il sopravvento, ma prima che queste condizioni si creino”.

Poi conclude: “Magari a questo riguardo tutti noi dovremmo riflettere di più sulla difficoltà di contenere una spesa farmaceutica e diagnostica spesso eccessiva che sottrae risorse alle cure primarie; dovremmo ripensare il modello di ospedalizzazione di cui disponiamo, ed evitare la demonizzazione di quelli che incautamente definiamo ‘cronicari’ e che, alla fine, sono le ‘lungodegenze’ e le ‘riabilitazioni’ previste dalla legislazione nazionale. Le politiche che riguardano la cura delle persone forse meriterebbe più ‘giudizio’ e meno strumentalizzazioni”.



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