Nuove tecnologie di Acquedotto Pugliese: lavori senza scavi a Vieste. “Così acceleriamo i tempi degli interventi”

La tecnica usata ha infatti consentito di non rompere il sedime stradale, con una riduzione importante della durata del lavoro

A Vieste Acquedotto Pugliese (AQP) ha effettuato degli importanti interventi di ripristino fognario nelle zone a più alto flusso turistico, senza disagi alla viabilità e ai cittadini grazie alla tecnologia “no-dig”. Le operazioni sono durate cinque giorni e hanno interessato la località Macchia di Mauro e Lungomare Enrico Mattei per un totale di 500 metri di tubature. In tale area si sono verificate delle intrusioni di acqua sorgiva e di mare che, senza l’intervento compiuto, avrebbero compromesso il processo di depurazione. L’utilizzo del relining, metodo non distruttivo per riparare e risanare le tubazioni rivestendo dall’interno il tubo esistente con compositi plastici particolarmente resistenti, consente di avere materiale rinnovati che durano decenni.

“Tra le attenzioni che Acquedotto Pugliese ha per i territori – ha spiegato Rossella Falcone, consigliera del Cda di AQP – c’è l’utilizzo di tecnologie no-dig e trenchless che accelerano i tempi degli interventi e riducono i costi sociali ed i disagi nella realizzazione delle opere. È il caso di questo intervento a Vieste, su un’arteria principale, che non ha impattato sulla vita quotidiana dei residenti e sui tanti turisti che affollano il centro. La tecnica usata ha infatti consentito di non rompere il sedime stradale, con una riduzione importante dei tempi di intervento”.

Le tubazioni interessate dalle operazioni di ripristino si sviluppano per circa 300 metri in contrada Macchia di Mauro e per 200 metri sul Lungomare Enrico Mattei. La tecnica utilizzata ha previsto delle operazioni preliminari di lavaggio e video ispezione dei tronchi e la successiva mappatura degli allacci esistenti. Sulla base della mappatura è stata poi inserita sotto pressione una guaina termoindurente applicata alle pareti interne del tronco. I collegamenti idraulici sono poi stati ripristinati tramite fresatura dall’interno proprio in corrispondenza degli innesti.

“Una volta inserita la guaina – ha sottolineato Luca Iacovelli, responsabile AQP dell’area territoriale San Severo – gli allacci vengono ripristinati grazie a un robot che con una fresa polverizza la resina termo indurita individuando i punti grazie alla mappatura fatta in precedenza. Così si ripristina il flusso delle utenze private senza modificare nulla”.



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