I figli di un killer al centro del narcotraffico sul Gargano. Clienti sanguinanti dal naso: “Se sniffi tanto ci sta”

Tutti i nomi delle persone coinvolte nell’operazione di Procura di Foggia e Guardia di Finanza, “Doppio Zero”. A capo dei traffici Fabio Fania, figlio dell’omicida Ciro, volto noto di San Nicandro

San Nicandro “capitale” del narcotraffico sul Gargano. In oltre 250 pagine, gli inquirenti hanno ricostruito gli affari illeciti di due gruppi di spacciatori, il primo vicino alla famiglia mafiosa Ciavarrella, l’altro riconducibile ai Tarantino. Tra gli arrestati, infatti, figurano alcune persone imparentate con i clan che per anni hanno macchiato di sangue il Gargano a suon di omicidi. Manette ai polsi di Fabio e Alex Fania, elementi apicali dell’organizzazione, figli di Ciro Fania, killer 60enne tornato di recente in semilibertà, arrestato nel 2011 per l’uccisione di Alessandro Senisi.

I due gruppi criminali, sgominati nell’operazione “Doppio Zero”, spacciavano cocaina, hashish e marijuana in due circoli privati di San Nicandro, in via dei Piceni e via Sturzo, poi trasferito in via Lanza, ma anche in alcuni luoghi del paese solitamente frequentati da bambini. In via dei Piceni c’era il gruppo guidato da Fabio Fania, in via Lanza l’organizzazione gestita da Francesco Daniele, messosi in proprio a causa di alcuni contrasti con Fania.

La marijuana, in particolare, veniva coltivata in loco, nei terreni di San Nicandro, San Marco in Lamis e Lesina e rivenduta a tantissimi clienti, molti giovanissimi. Ignoti, invece, i fornitori di cocaina. Alcuni avventori consumavano la droga direttamente nei locali come documentato dalla Guardia di Finanza in un video.

Tutti i nomi

In carcere sono finiti Fabio Fania, 38 anni detto “il presidente” o “il rosso”, Alex Fania, 31 anni, Matteo Di Leo, 37 anni detto “Pasticcino”, Tommaso Flena, 31 anni, Nicola Sassano, 44 anni, Gianluigi Guerrieri, 31 anni, Francesco Daniele, 32 anni detto “Puciacchia”, Valentino Frattollino, 47 anni, Michele Pio D’Emma, 22 anni, Ivano Biscotti, 32 anni, Matteo Mastrolorito, 45 anni, Matteo Russo, 27 anni, Leonardo Di Fiore, 25 anni, Leonardo Tarantino, 31 anni e Nazario Antonio Ciavarrella, 36 anni. Ai domiciliari, Lucia Perta, 33 anni e Giuseppe Santucci, 31 anni.

“Fabio il numero uno”

Si recavano a San Nicandro anche da paesi vicini per comprare droga: “Ho acquistato della marijuana e della cocaina. Ho pagato 10 euro per la marijuana e 20 euro per la cocaina”, ha spiegato un cliente agli inquirenti. Tra gli elementi apicali, il 38enne Fabio Fania: “Ha tanta fama – diceva Flena in una conversazione intercettata -, cioè fama nel senso che sei uno molto conosciuto, sei uno buono per tutto il paese… Fabio non ha vizi… Fabio non fuma, Fabio non beve, Fabio non tocca niente… Fabio se tu gli dai 30 euro ti fa lo 0,5, se tu gli dai 50 euro, giusto, e ti fa un grammo e questo è”.

È lo stesso Fania a confermarlo: “Ehi… io in 20 anni di questo mestiere… 20 anni di questo mestiere… io non ho mai sniffato… se tu mi dici hai fatto un tiro… io non ho mai sniffato… e la stessa cosa per il bere. Mai mai mai”.

In un’altra conversazione, Frattollino si confronta con Daniele riguardo alcuni spacciatori considerati “inesperti”. Poi citano espressamente Fabio Fania, solitamente considerato “il numero uno” nell’ambito del traffico di stupefacenti: “I ragazzi che stanno a Carpino, che sono con lui, che hanno messo cimici, sono uomini inesperti, addirittura sono persone che non hanno mai visto telecamere, cimici, non sanno niente di questo mondo qua che comporta, capito? Quando si trovano con questi qua, a parte che questi parlano, quello è… Fabio è il numero uno, là si parla…”.

Nei riquadri, Fabio Fania e un cliente mentre sniffa; sullo sfondo, un estratto del video della Finanza

 

Spaccio in casa e lockdown

Gli arrestati valutavano anche i rischi legati alla possibilità di essere arrestati. Frattollino: “È semplice spaccio in casa, ti arrestano e dopo due mesi stai fuori e riprendi di nuovo, da noi non c’è l’associazione”. Riferimento in particolare alle cessioni di droga in abitazione, avvenute soprattutto durante il periodo della pandemia.

E ancora: “Domani ti arrestano e l’indomani stai fuori, quando vai davanti al giudice gli dici che hai venduto perché non puoi vivere, c’è stato il lockdown io non posso vivere, come devo fare? Lui ti dirà 5 persone? E tu gli rispondi si siamo 5 persone che compriamo la merce e la rivendiamo… signor giudice io devo mangiare lo so che è un reato, ho sbagliato lo so che ho sbagliato, però non penso che lo fanno adesso”.

La droga nel reggiseno

“La conferma della illiceità della condotta – si legge in ordinanza – si ricava anche da una conversazione dalla quale si evince la spregiudicatezza della Perta, disposta a nascondere la droga da cedere anche nelle parti intime”. Leonardo Di Fiore: “Allora, Lucia, quello lo vuole tutto a pietra”. Lucia Perta: “Aspetta, adesso la metto nel seno”. Michele D’Emma: “Mettila nella …incomprensibile (D’Emma indica le parti intime)”. Lucia Perta: “No, lì no, dopo esce rossa (risate dei presenti, Perta avrebbe il mestruo, ndr)”. D’Emma: “Cavolo Lucia come sei spietata”. Perta: “Fatemi andare, scusa, scusa, vado di fretta”.

La novalgina e il sangue dal naso

“Inquietante” è stata definita dai finanzieri in conferenza stampa, la pratica di mischiare la cocaina con la novalgina. Questo, infatti, avrebbe portato alcuni clienti allo shock anafilattico. Colpiti da malore e sanguinanti dal naso. “La gente inizia a lamentarsi”, dicevano gli spacciatori. Biscotti: “La cosa è buona!”. Frattollino: “Poi se qualcuno viene qui da noi e dice ragazzi non vi offendete, se non vengo qui, che si lamentano che gli esce il sangue dal naso, la cocaina il sangue non te lo deve far uscire? Ma che ti pensi che tu ti tiri la cocaina e il sangue non deve uscire!!! Pure se la cocaina è buona non si deve spaccare il naso… ma che cavolo dici, tu mi devi credere io sono andato a rifornirmi sempre alla stessa parte e l’ho fatto anche questa volta, ho capito che da quelli non era fattibile, e sono andato a prenderla, adesso non è che non è buona, il problema che se te ne fai un po’ di più la mattina ti senti il naso rovinato e va bene diciamo che ci sta, però la cocaina è quella; tu pensa a C. che lui tutti i giorni si droga, lui me lo dice che quando tira tanta cocaina il naso ne risente, inizia a graffiarsi… è una cosa normale, poi che si vogliono lamentare dicendo che sentono una strana puzza, la prossima volta dici che hai cambiato merce, tipo su dieci pezzi gli mischi due pezzi… (incomprensibile)“.
Mastrolorito: “La novalgina tutto mischiato e le persone hanno detto questa è proprio buona”.
Frattollino: “Io non ci credevo quando vedevo mischiare con la novalgina, che poi ha lo stesso odore stesso tutto… che poi la mischi bene e non si vede niente, io ti giuro non l’ho mai messa, solo qualche volta ho usato la mannite, purtroppo qui c’è l’imbarazzo della scelta”. E ancora: “Io non posso prevedere come vanno le cose, lì chi la costruisce e chi la taglia, io quando mi sono assicurato che la cosa è buona e positiva, poi dopo non posso pensare che uno gli brucia il naso o a un altro gli esce il sangue dal naso”.

“Bistecca e fettina di vitello”

La droga veniva prodotta in loco, anche a causa delle difficoltà di importarla dall’Albania dopo le numerose operazioni delle forze dell’ordine contro il narcotraffico da costa a costa. Frattollino: “Io non ne ho mai tenuto, è la prima volta che ho quelle cose lì, (incomprensibile) con gli albanesi, che l’unica cosa di cui potevano lamentarsi prima che era un po’ leggera e dovevi farti qualche tiro in più per sentirla, adesso entrati non si capisce più niente con questi albanesi e dice ormai le persone cercano la bistecca, la fettina di vitello, il maiale non gli piace (per dire che la gente cerca roba buona, ndr). Se ci stavo io e ci stavate voi, le persone quando non gli conveniva dagli altri venivano da me, poi quando la situazione si normalizzava venivano tutti da voi”.

“È finita”

Gli arrestati sapevano di essere ormai braccati: uno degli spacciatori, infatti, trovò un apparato di intercettazione ambientale, una scoperta che fece esclamare a Fabio Fania una frase eloquente: “Meh! Adesso ragazzi stiamo a posto! Andiamo in galera tutti quanti, uagliù. È finita!“. Così è stato.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come



In questo articolo: