Niente associazione per delinquere, ma quattro condanne per complessivi 18 anni e 8 mesi di reclusione per tre assalti falliti ai bancomat. È la sentenza pronunciata dal gup del Tribunale di Foggia Cecilia Massarelli nei confronti di quattro presunti componenti di una delle cosiddette “bande della marmotta”, specializzate negli assalti agli sportelli Atm mediante l’utilizzo di ordigni esplosivi artigianali.
Il giudice, accogliendo parzialmente la tesi difensiva, ha assolto tutti gli imputati dall’accusa di associazione per delinquere perché il fatto non sussiste, ritenendoli però responsabili, a vario titolo, dei tentativi di furto aggravato e dei reati legati all’utilizzo dell’esplosivo.
Le condanne inflitte dal gup
Con il rito abbreviato, che ha consentito la riduzione di un terzo della pena, il gup ha condannato Antonio Battaglini, 38 anni di Orta Nova, a 4 anni e 6 mesi di reclusione, a fronte degli 8 anni e 6 mesi richiesti dalla Procura.
A Francesco Di Michele, 24 anni di Ordona, sono stati inflitti 4 anni e 10 mesi, mentre il fratello Lorenzo Di Michele, 29 anni, è stato condannato a 5 anni e 6 mesi.
Per Pasquale Schiavone, 43 anni di Ordona, la pena è stata fissata in 3 anni e 10 mesi, contro i sei anni richiesti dall’accusa.
I difensori avevano chiesto l’assoluzione dal reato associativo e, in subordine, il minimo della pena per le altre contestazioni. La richiesta relativa all’associazione per delinquere è stata accolta.
I tre assalti contestati
Il procedimento riguarda i falliti assalti ai bancomat avvenuti a Chieuti, Biccari e Bovino tra giugno e agosto del 2024.
Secondo l’accusa, il primo tentativo risale alla notte del 21 giugno 2024, quando fu preso di mira lo sportello della Banca Popolare di Milano di Chieuti.
Successivamente sarebbero stati tentati altri due colpi, il 10 agosto, ai danni della Banca Popolare Pugliese di Biccari e di un’altra filiale della Bpm a Bovino.
Nel corso dell’assalto di Chieuti, secondo la ricostruzione investigativa, Battaglini e Francesco Di Michele sarebbero rimasti anche ustionati dalla violenta esplosione della cosiddetta “marmotta”, l’ordigno artigianale inserito nella fessura di erogazione del denaro per far saltare lo sportello automatico.
Le indagini e gli arresti
Le indagini, coordinate dalla procura, hanno portato all’arresto dei quattro imputati il 20 dicembre 2025. In un primo momento furono sottoposti alla custodia cautelare in carcere, mentre oggi si trovano agli arresti domiciliari.
Determinanti, secondo gli investigatori, sono state le intercettazioni e le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza degli istituti di credito presi di mira.
Lo stralcio di un’inchiesta più ampia
Il processo rappresenta uno stralcio di una più ampia indagine avviata dalla Procura e dai carabinieri di Larino, in Molise, che coinvolgeva complessivamente undici foggiani sospettati di nove assalti ai bancomat tra Capitanata, Molise, Irpinia e Basilicata.
Secondo l’ipotesi investigativa, cinque colpi sarebbero andati a segno, consentendo alla banda di impossessarsi di circa 193mila euro, mentre altri quattro sarebbero falliti.
Poiché veniva contestata anche l’associazione per delinquere e si riteneva che la base logistica del gruppo fosse tra Orta Nova e Ordona, gli atti furono trasmessi per competenza alla Procura di Foggia.
Quell’accusa, tuttavia, non ha superato il vaglio del giudice dell’udienza preliminare, che ha escluso l’esistenza dell’associazione criminale.
Precedenti per due imputati
Per Antonio Battaglini e Lorenzo Di Michele si tratta della seconda condanna legata agli assalti ai bancomat.
Entrambi erano già stati coinvolti nell’inchiesta che il 17 dicembre 2024 aveva portato all’arresto di otto persone ritenute appartenenti a una presunta banda responsabile di 17 colpi messi a segno in due mesi in diverse regioni italiane.
Per quella vicenda, lo scorso 24 giugno, la Corte d’Appello di Bari ha condannato Battaglini a 6 anni di reclusione e Lorenzo Di Michele a 5 anni, 9 mesi e 22 giorni.











