Cade a pezzi il ponte romano tra Candela e Sant’Agata. “Se vogliamo salvarlo dobbiamo fare presto, siamo in netto ritardo”

“Non possiamo far crollare un’opera di questa importanza costruita nel primo secolo d.c. e dove sono transitati nel corso dei secoli, greggi, pellegrini, eserciti e anche il grande poeta Orazio”

Il ponte romano situato sulla strada provinciale che collega Candela a Sant’Agata di Puglia sta cadendo a pezzi. Nonostante le numerose segnalazioni fatte agli organi competenti, il ponte a tre arcate, lungo circa 200 metri con i suoi pilastri che poggiano sul greto del fiume Calaggio-Carapelle, è sempre più pericolante e versa in cattivo stato di conservazione. Oggi il ponte non è più transitabile, ma si trova in una delle zone più belle dei Monti Dauni in territorio di Sant’Agata. Anticamente si collocava sulla via Traiana, la nuova grande arteria fra Roma e l’Oriente. Fino agli anni ’60 del secolo scorso, era usato dalla moderna strada Candela-Sant’Agata per l’attraversamento del fiume Calaggio. Oggi il silenzio attorno a questo bene comune è stato rotto da Italia Nostra che attraverso la sua consigliera nazionale, Pina Cutolo, ha lanciato l’ennesimo sos.

“Se vogliamo salvare il ponte dobbiamo fare qualcosa subito. Siamo in netto ritardo. La frana che ha danneggiato il ponte nel 2005 ha prodotto danni ingenti che in quasi venti anni non sono mai stati affrontati dagli organi di controllo. Noi chiediamo alla Soprintendenza di mettere immediatamente in sicurezza il ponte prima che sia troppo tardi. Non possiamo far crollare un’opera di questa importanza costruita nel primo secolo d.c. e dove sono transitati nel corso dei secoli, greggi, pellegrini, eserciti e anche il grande poeta Orazio diretto da Roma a Brindisi per poi imbarcarsi per la Grecia”.

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