Le richieste milionarie di Landella e le spese pazze di Iaccarino. Sono 18 le richieste di rinvio a giudizio

Dalle tangenti al peculato: ecco tutte le accuse per politici, imprenditori e commercianti di Foggia. A luglio l’udienza preliminare

Sono 18 le persone per cui i pm Bray e Infante hanno chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta dell’ex sindaco Franco Landella, della moglie Daniela Di Donna e di una serie di ex amministratori locali. La lista si completa con i nomi di dipendenti comunali, imprenditori e commercianti. Eccoli tutti: Franco Landella, Daniela Di Donna, Paolo Tonti, Dario Iacovangelo, Antonio Capotosto, Leonardo Iaccarino, Giuseppe Melfi, Francesco Landini, Giada Pirazzini, Donatella Iaccarino, Marianna Tucci, Consalvo Di Pasqua, Lucio Ventura, Pasquale Rignanese, Michele De Carlo, Giuseppe Casparrini, Potito Casparrini e Davide Saurino.

La vicenda verte attorno al presunto giro di tangenti al Comune di Foggia, ma ci sono anche altri reati come il peculato per cui è accusato Iaccarino che con i soldi dell’ente avrebbe fatto acquisti a fini privati. Landella è accusato di aver compiuto “atti idonei in modo non equivoco a costringere Luca Azzariti, agente per conto della società Gi.One spa a consegnargli denaro, richiedendogli dapprima 500mila euro e poi 300mila euro”.

Landella, la moglie Di Donna e i consiglieri Iacovangelo, Capotosto, Iaccarino, Di Pasqua, Ventura e Rignanese sono accusati di aver intascato non meno di 32mila euro per il voto favorevole all’accapo relativo al “Programma Tonti”. Su Landella grava anche un’altra questione, l’ex sindaco e Michele De Carlo avrebbero sollecitato Andrea Pinotti a promettere loro circa un milione di euro affinché il Comune dauno individuasse la “Go for Green” quale soggetto promotore e attuatore del predetto project financing (atto contrario ai doveri d’ufficio perché connotato dalla vendita della discrezionalità inerente alla individuazione del soggetto economico cui affidare le opere e il servizio).

C’è poi Iaccarino, altro nome di spicco dell’inchiesta. L’ex presidente del Consiglio comunale, grande pentito della politica foggiana, avrebbe usato risorse finanziarie del municipio foggiano per l’acquisto, presso l’esercizio Ferramenta Casparrini, di numerosi oggetti quali una levigatrice, un paio di scarpe, un bidone di vernice, quattro confezioni di impregnante, carta vetrata, tasselli per il cemento, bombolette spray, prese bosch, targhette portachiavi, torce, barattoli di vernice, contenitori di plastica, seghetto, pompa professionale per sturare i tombini e un bancale composto da 66 sacchi di pellet. Importo complessivo 3956,18 euro. A tutto questo si aggiungono i famigerati libri della saga di Harry Potter consegnati a Giada Pirazzini che avrebbe istigato Iaccarino all’acquisto. Altri acquisti “illeciti” sarebbero stati effettuati da Buffetti e presso la libreria Patierno. I Casparrini avrebbero la colpa di aver imputato la spesa di Iaccarino al Comune di Foggia.

Nella lista delle persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, Davide Saurino che rispondendo alle domande degli inquirenti, pur sapendolo innocente, avrebbe accusato Iaccarino di averlo minacciato di farlo escludere dalla lista dei fornitori del Comune qualora non avesse soddisfatto le sue richieste di fornitura di prodotti natalizi (fatto che integra un delitto di tentata concussione). Altri acquisti di Iaccarino come quelli al vivaio Ricciotti sarebbero stati effettuati a favore della moglie Tucci e della sorella Donatella.

Infine, l’imprenditore Landini che avrebbe promesso 5mila euro per Iaccarino e 4mila per il dipendente comunale Melfi oltre a circa 2mila litri di gasolio agricolo affinché influenzassero gli uffici comunali riguardo ad una istanza di liquidazione per un importo di 26mila euro per una fornitura di fitofarmaci. Fissata per il 7 luglio l’udienza preliminare. (In foto, Di Donna e Landella; sotto, Iaccarino, Capotosto, Tonti e Di Pasqua)

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