• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Mafia a Vieste, stangata ai cugini Iannoli: in Appello confermati 29 anni per l’agguato al boss rivale Raduano

Mafia a Vieste, stangata ai cugini Iannoli: in Appello confermati 29 anni per l’agguato al boss rivale Raduano

Di Redazione
7 Maggio 2022
in Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

“Scacco al Re”, in Appello i giudici confermano 14 anni e 6 mesi di carcere per i cugini Claudio Iannoli detto “Cellin” o “Zanna” e Giovanni Iannoli alias “Smigol”. I due, entrambi viestani, sono accusati del tentato omicidio del boss rivale Marco Raduano detto “Pallone”, scampato alla morte il 21 marzo 2018. I due Iannoli fanno parte del clan Iannoli-Perna, ormai azzerato da omicidi, arresti e condanne. La sera del 21 marzo 2018, tre killer armati tentarono di eliminare Raduano ma il giovane capomafia rimediò soltanto alcune ferite.

Di recente, Giovanni Iannoli è stato arrestato anche per un’altra vicenda: è ritenuto l’autore dell’omicidio di Antonio Fabbiano e del tentato omicidio di Michele Notarangelo alias “Cristoforo”, entrambi soldati di Raduano, commessi ad aprile 2018.

Le intercettazioni decisive

Decisiva nel processo la posizione di Giovanni Iannoli, reo confesso. Il giovane viestano aveva reso dichiarazioni agli inquirenti prendendosi tutte le colpe e scagionando il cugino. Ma le intercettazioni hanno tirato in ballo anche Claudio per via dei continui riferimenti al plurale di Giovanni nelle conversazioni intercettate dai carabinieri.

Centrali nell’inchiesta, le conversazioni tra Giovanni Iannoli e la madre alla quale il giovane parlava apertamente delle dinamiche criminali di Vieste. In casa si conversava anche di una possibile “pax criminale” con i rivali. La donna al figlio: “Non puoi fare un accordo?” “Ma il 33enne – scrisse il giudice nell’ordinanza – esprimeva tutti i suoi dubbi circa la fattibilità di un dialogo, ricordando come tale strada era stata intrapresa precedentemente da Omar Trotta, accordo che però sarebbe stato violato da Raduano il quale 20 giorni dopo – a dire di Iannoli – uccise Trotta: ‘Quello l’accordo l’aveva fatto pure con Omar e si era messo d’accordo, e dopo 20 giorni l’ha ucciso!’”.

Dalle carte giudiziarie emerse che Raduano “aveva intimato a Giovanni Iannoli di interrompere le attività illecite, in quanto ormai considerato un rivale nella guerra tra fazioni, essendosi apparentato con la fazione di cui faceva parte anche il cugino Claudio Iannoli. Proprio l’avvicinamento al parente – evidenziò il gip – aveva fatto sorgere il sospetto di Raduano che i due si stessero organizzando contro di lui. Avvertito il pericolo, Giovanni e Claudio Iannoli avevano quindi deciso di anticipare Raduano attentando alla sua vita: ‘Gli ho sparato perchè quello mi ha detto che io dovevo andare a lavorare, che io non dovevo fare più niente… va, va… cioè lui, mi aveva dettato le regole a me, di che dovevo fare e di che non dovevo fare! Poi mi hanno vi… poi mi ha visto che mi sono avvicinato a Claudio e hanno detto ‘no, quei due chissà che cosa stanno organizzando! Mo li dobbiamo uccidere!’, allora, prima che ci uccidevano loro a noi, ci abbiamo provato noi e non ci siamo riusciti! Ecco qual è il discorso!’”.

Una guerra scoppiata per il controllo del territorio e il dominio nei traffici di droga tra il gruppo di Raduano e il clan Iannoli-Perna, rimasto orfano ad aprile 2019 del giovane boss Girolamo “Peppa Pig” Perna, anche lui morto ammazzato.

Attualmente sarebbe il clan di Raduano ad essere egemone nella città del Pizzomunno, forte dei suoi legami con altri gruppi del Gargano (in particolare i Lombardi di Macchia-Manfredonia) e con i foggiani Moretti. Ciononostante, i maggiori esponenti della mafia viestana sono al momento reclusi. (In alto, da sinistra, Claudio Iannoli, Giovanni Iannoli e Marco Raduano)

Tags: mafia Vieste
Articolo precedente

Presidente dell’Antimafia Morra: “In comuni sciolti carenze gravi su trasparenza, flop commissariamenti”

Articolo successivo

Oro olimpico di italiano a giovane studente di Mattinata. “Matteo orgoglio della comunità”

Articoli correlati

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Ultime Notizie

Napi Cera
Politica

Autonomia differenziata e sanità, Cera attacca Decaro: “Evoca paure invece di spiegare i problemi della Puglia”

Il consigliere regionale della Lega replica al governatore dopo l'annuncio del ricorso contro la riforma: “Prima risponda su liste d'attesa,...

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024