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Home - Mafia Gargano: inflitti 29 anni ai cugini “Cellin” e “Smigol”, membri di una nota cosca viestana. Colpevoli del tentato omicidio dell’odiato boss rivale

Mafia Gargano: inflitti 29 anni ai cugini “Cellin” e “Smigol”, membri di una nota cosca viestana. Colpevoli del tentato omicidio dell’odiato boss rivale

Di Francesco Pesante
23 Marzo 2020
in Cronaca
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A Vieste c’era in atto una vera e propria guerra tra clan mafiosi. Ne sono convinti i giudici del Tribunale di Bari che nel processo “Scacco al Re” hanno condannato a 14 anni e 6 mesi di reclusione a testa i cugini di Vieste, Claudio Iannoli (43 anni) alias “Cellin” o “Zanna” e Giovanni Iannoli (33 anni) detto “Smigol”. Il pm della DDA, Ettore Cardinali aveva chiesto 18 anni.

Si è chiuso così il processo con rito abbreviato ai due pregiudicati viestani, accusati del tentato omicidio del giovane boss, Marco Raduano alias “Pallone” o “Faccia d’Angelo”, risalente al 21 marzo 2018. Motivazioni della sentenza entro 90 giorni. I legali della difesa faranno ricorso in appello.

Gli avvocati insistevano sull’astio personale tra Giovanni Iannoli e Raduano, smentendo l’ipotesi di tentato omicidio per spartizione di territorio. Il legale di Claudio Iannoli, invece, ha sempre parlato di totale estraneità ai fatti del suo assistito.

Decisiva nel processo la posizione di Giovanni Iannoli, reo confesso. Il giovane viestano aveva reso dichiarazioni agli inquirenti prendendosi tutte le colpe e scagionando il cugino. Ma le intercettazioni hanno tirato in ballo anche Claudio per via dei continui riferimenti al plurale di Giovanni nelle conversazioni intercettate dai carabinieri.

Centrali nell’inchiesta, le conversazioni tra Giovanni Iannoli e la madre alla quale il giovane parlava apertamente delle dinamiche criminali di Vieste. In casa si conversava anche di una possibile “pax criminale” con i rivali. La donna al figlio: “Non puoi fare un accordo?” “Ma il 33enne – scrisse il giudice nell’ordinanza – esprimeva tutti i suoi dubbi circa la fattibilità di un dialogo, ricordando come tale strada era stata intrapresa precedentemente da Omar Trotta, accordo che però sarebbe stato violato da Raduano il quale 20 giorni dopo – a dire di Iannoli – uccise Trotta: ‘Quello l’accordo l’aveva fatto pure con Omar e si era messo d’accordo, e dopo 20 giorni l’ha ucciso!’”.

Dalle carte giudiziarie emerse che Raduano “aveva intimato a Giovanni Iannoli di interrompere le attività illecite, in quanto ormai considerato un rivale nella guerra tra fazioni, essendosi apparentato con la fazione di cui faceva parte anche il cugino Claudio Iannoli. Proprio l’avvicinamento al parente – evidenziò il gip – aveva fatto sorgere il sospetto di Raduano che i due si stessero organizzando contro di lui. Avvertito il pericolo, Giovanni e Claudio Iannoli avevano quindi deciso di anticipare Raduano attentando alla sua vita: ‘Gli ho sparato perchè quello mi ha detto che io dovevo andare a lavorare, che io non dovevo fare più niente… va, va… cioè lui, mi aveva dettato le regole a me, di che dovevo fare e di che non dovevo fare! Poi mi hanno vi… poi mi ha visto che mi sono avvicinato a Claudio e hanno detto ‘no, quei due chissà che cosa stanno organizzando! Mo li dobbiamo uccidere!’, allora, prima che ci uccidevano loro a noi, ci abbiamo provato noi e non ci siamo riusciti! Ecco qual è il discorso!’”.

Una guerra scoppiata per il controllo del territorio e il dominio nei traffici di droga tra il gruppo di Raduano e il clan Iannoli-Perna, rimasto orfano ad aprile 2019 del giovane boss Girolamo “Peppa Pig” Perna, anche lui morto ammazzato.

Attualmente sarebbe il clan di Raduano ad essere egemone nella città del Pizzomunno, forte dei suoi legami con altri gruppi del Gargano (i Lombardi di Macchia-Manfredonia) e con i foggiani Moretti. Ciononostante, i maggiori esponenti della mafia viestana sono al momento reclusi. Claudio Iannoli a Terni, il cugino Giovanni a Siracusa, Marco Raduano a Nuoro. Tutti quanti sono ancora sub judice in processi per droga con l’aggravante del metodo mafioso; sentenza prevista in estate. (In alto, da sinistra, Claudio Iannoli, Giovanni Iannoli e Marco Raduano)

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Tags: garganoIannolimafiaRaduanoVieste
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