Nel Foggiano il primo progetto in Italia di internet gratuito nelle case popolari. La gioia della signora Francesca

“Il ‘diritto all’abitare’  non deve essere inteso  soltanto come diritto all’accesso a un alloggio, ma anche come diritto a vivere in un contesto sostenibile sia sotto l’aspetto ambientale che social”

La signora Francesca Colella è la prima persona in Italia ad usufruire della connessione internet gratuita all’interno della sua abitazione popolare di Rocchetta Sant’Antonio, piccolo borgo dei Monti Dauni. Tutto questo grazie ad un progetto pilota della Regione Puglia e di Arca Capitanata che interessa al momento 27 alloggi popolari, e che è stato presentato questa mattina alla presenza delle assessore regionali Anna Grazia Maraschio e Rosa Barone, al commissario straordinario di Arca Capitanata, Donato Pascarella, del sindaco Pompeo Circiello e dei rappresentanti della società Wibi che gestisce ha finanziato e che gestisce il servizio, Bruno Reale e Roberto Dorato.

L’iniziativa, prima in Italia, è partita proprio da uno dei territori più marginali della Puglia (verrà allargato ad altri borghi dei Monti Dauni). Il servizio è interamente a carico della Wibi che ammortizza i costi attraverso la pubblicità. Ogni famiglia alla prima connessione giornaliera dovrà sopportare 4 minuti di spot pubblicitari.

“Le politiche sociali – ha dichiarato l’assessora al Welfare –  devono mettere al centro il benessere dei cittadini a 360°. Fornire la connessione ad Internet a costo zero va in questa direzione. Il fatto che per questa sperimentazione sia stato scelto il comune di Rocchetta Sant’Antonio è per noi motivo di grande orgoglio. Un progetto che vogliamo estendere agli alloggi popolari di tutte le Arca pugliesi. La connessione è già attiva in 7 alloggi e da oggi sarà attivata anche negli altri 20. Il ‘diritto all’abitare’  non deve essere inteso  soltanto come diritto all’accesso a un alloggio, ma anche come diritto a vivere in un contesto sostenibile sia sotto l’aspetto ambientale che sociale. In questo senso stiamo lavorando con l’assessorato all’Ambiente e alle Politiche Abitative per promuovere e implementare il Welfare abitativo”.

“Il contrasto al disagio abitativo passa anche attraverso interventi di questo tipo – ha affermato l’assessora alle Politiche Abitative -. Un’iniziativa esemplare da esportare in altri contesti urbani per promuovere l’inclusione sociale anche attraverso azioni finalizzate a colmare il divario digitale. La mancanza di un accesso garantito ai servizi digitali mette in risalto la frattura che si frappone tra chi è in grado di utilizzare queste tecnologie e chi ne rimane escluso. Ne deriva – continua l’assessora – una  grave discriminazione per l’uguaglianza dei diritti esercitabili online con l’avvento della società digitale. Il divario digitale quindi è sempre più causa anche di un disparità socio-economica e culturale. Tra le categorie più minacciate dall’esclusione digitale vi sono i soggetti anziani, le donne non occupate o in particolari condizioni di disagio, gli immigrati e le persone con disabilità, in generale coloro che spesso accedono agli alloggi pubblici. Pertanto credo sia ancora più significativo l’intervento che parte oggi da qui, negli alloggi di ARCA Capitanata nel Comune di Rocchetta Sant’Antonio, grazie al supporto della start-up Wibi che sta scommettendo sul territorio pugliese e che ringrazio”.

“Il divario digitale – ha proseguito la direttrice del dipartimento Welfare Valentina Romano –  rappresenta una forma di discriminazione, divenuta ancora più evidente con la pandemia, che dobbiamo necessariamente contrastare per garantire a tutti pari accesso alla tecnologia e alle opportunità fornite dagli strumenti digitali. Basti pensare che nel primo anno di pandemia l’8% dei bambini e  ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado non ha potuto accedere alla Dad. Non possiamo permetterci che nessuno resti indietro e anche grazie alla partnership tra pubblico e privato è possibile ridurre le disparità sociali e culturali”.

“Rocchetta – hanno spiegato Bruno Reale e Roberto Dorato dell’azienda Wibi – attraverso questo test che abbiamo realizzato sarà pioniere in Italia di un progetto innovativo nel settore delle telecomunicazioni che anticipa il futuro. Durante l’installazione della rete Wibi gli stessi abitanti si sono mostrati dapprima incuriositi, ma subito dopo aver capito in cosa consiste ed i benefici che ne trarranno, fermavano i nostri tecnici per strada per avere tutte le informazioni possibili richiedendo anch’essi la rete Wibi nei loro domicili. Wibi come detto si anticipa al futuro. Noi offriamo la possibilità di democratizzare un servizio divenuto oramai indispensabile per tutti, e che deve essere necessariamente alla portata di ogni singola famiglia, di ogni singolo utente, ed a costo zero. Da Rocchetta vogliamo poi offrire questo servizio a tutti gli alloggi popolari, e grazie alla sensibilità ed alla disponibilità dell’assessore Rosa Barone ben presto tutto ciò sarà una splendida realtà e opportunità di crescita sociale per tutti”.

“Siamo lieti di essere stati scelti in questa fase sperimentale. – ha  commentato il  sindaco di Rocchetta Sant’Antonio Pompeo Circiello – Questo progetto rende la nostra comunitá competitiva nel contesto sociale del XXI secolo eliminando tutte quelle barriere che in qualche modo impediscono, a chi ha difficoltà, di usufruire del grande vantaggio dato da una connessione internet, sia in termini socio culturali che economici. Siamo infatti convinti che sia compito dello Stato e quindi delle amministrazioni rimuovere qualsiasi ostacolo impedisca una vera parità di diritti ed opportunità”.

Questa sperimentazione – ha concluso Donato Pascarella commissario straordinario di Arca Capitanata – coniuga innovazione tecnologica e case popolari e costituisce una tappa importante e significativa nella gestione sociale di Arca Capitanata. Forniamo un servizio ormai essenziale ai nostri inquilini, che potranno risparmiare i costi di connessione, ma soprattutto riduciamo concretamente le distanze dei nostri quartieri dal resto della città e del mondo. Per ARCA Capitanata è anche questa la vera inclusione sociale”.