“Ci chiamavano angeli ed eroi, ora siamo discriminati”, la denuncia degli operatori 118 del Foggiano

Attendevano il premio “emergenza Covid-19”, che non è mai arrivato

“Siamo sempre stati definiti ‘angeli’ ed ‘eroi’, ma oggi siamo delusi ed arrabbiati perché discriminati“. Gli operatori del 118 (autisti, soccorritori e infermieri) della provincia di Foggia, esprimono con una lettera tutto il malcontento per non aver ricevuto alcun premio per l’emergenza Covid-19. “Il 2020 è stato un anno funesto – scrivono i dipendenti di Sanitaservice Foggia -, ha fatto emergere tutta la debolezza del genere umano da ogni punto di vista, l’impossibilità  di far fronte, tempestivamente, a un problema di dimensioni mondiali quale è stato ed è tuttora la pandemia.

Con gli accordi Regione Puglia-sindacati del 27 e 28 maggio 2020 si è ribadito (anche con tanto di locandina) quanto definito dai decreti Cura Italia e Rilancio e cioè l’istituzione del Premio Emergenza Covid per gli operatori sanitari che hanno prestato servizio tra il 15 marzo e il 15 maggio. A disposizione 29 milioni di euro dei già citati decreti Cura Italia e Rilancio e 6 milioni di euro di risorse regionali. In dettaglio, nella Fascia A: fino a 2520 euro lordi (63 euro a turno, massimo 20 giornate lavorative) – comprende anche il personale dipendente del 118.

Finora, a distanza di 2 e passa anni, il suddetto Premio è stato percepito da moltissimi nostri colleghi, operanti in altri settori sanitari in cui sono stati eretti sempre muri difensivi altissimi. Ad eccezione di alcuni, molti in questa pandemia non hanno svolto neanche il minimo delle loro mansioni. Hanno sempre delegato al servizio onnipotente, il servizio di emergenza urgenza.

Sempre con tutta la dedizione massima e spirito di sacrificio, ci siamo buttati a capofitto in ogni intervento cercando sempre di resistere a tutte le nuove difficoltà nella pratica quotidiana. Ci scusiamo per l’esempio, ma abbiamo trattenuto persino i bisogni fisiologici per accompagnare i pazienti nei vari servizi provinciali, perché non ci potevamo svestire dal kit di protezione individuale. La nostra rabbia e il nostro sdegno nascono quando il Premio oggetto della presente è stato concesso anche ai nostri Medici nel mese di dicembre 2020 (anch’essi esclusi fino a questo periodo). Forse gli Autisti, i Soccorritori e gli Infermieri sono semplici membri di un equipaggio di trasporto malati e feriti? Vogliamo chiedere il perché di questa triste discriminazione. Vogliamo sapere il perché del meritarci questa esclusione“.

Prima di proseguire: “Siamo forse noi figli illegittimi e non riconosciuti dal sistema sanitario? Altrimenti definibili con termini dispregiativi? Ma considerando l’impegno della Regione Puglia di riconoscere con proprie risorse (pari a 5 milioni di euro) un’indennità di straordinario disagio in favore, tra l’altro, del personale delle SanitaService impegnato direttamente nell’emergenza si chiedeva alle società in house, al fine di poter procedere all’erogazione del premio in esame, facendo seguito alla pregressa corrispondenza, a trasmettere entro il giorno mercoledì 10 novembre 2021 l’elenco dei dipendenti direttamente ed effettivamente impegnati nell’emergenza Sanitaria durante l’arco temporale ricompreso tra 15 marzo ed il 15 maggio 2020, con specifica indicazione dei turni svolti da ciascuno e sulla base della suddivisione in n. 4 fasce (A,B,C e D); sulla base di questa comunicazione e dagli accordi Regione Puglia-sindacati del 27 e 28 maggio 2020 è chiaro che noi operatori 118 delle Sanitaservice siamo stati discriminati. Nell’esercito totale degli operatori sanitari coinvolti siamo stati, siamo e saremo dei diversi soldati di serie B anche se forniamo lo stesso servizio dei dipendenti ASL  – proseguono -. A causa della diversa natura giuridica del rapporto di lavoro, si è ritenuto giusto farci aspettare. Ma tralasciando queste considerazioni, la domanda principale è: per quanto altro tempo? La suddetta ricognizione è stata effettuata? A che punto eventualmente si è arrivati?”.

“Ad oggi – concludono -, nonostante l’invio di comunicazioni a tutti i livelli, non ci è arrivata nessuna risposta. Si continua a non rispettare né il ruolo da noi ricoperto né l’essere umano che riempie una divisa arancione con i catarifrangenti. A questo punto, speriamo almeno che questa guerra finisca al più presto con una vittoria”.