“La Commissione fa un passo in avanti verso la cittadinanza”. Mainiero chiede un ulteriore sforzo a Magno

“Informare la città vuol dire compiere un’azione di ‘bonifica’, dal momento che un voto espresso con consapevolezza è l’antidoto più forte contro ogni degrado che nasca e proliferi dentro il Palazzo”

L’ex consigliere comunale Giuseppe Mainiero in una lunga nota fa il punto della riunione della commissione straordinaria del Comune di Foggia con partiti e associazioni.

Ecco il suo scritto. L’iniziativa è stata importante. Forse sollecitata dall’alto. Forse pianificata come strategia di difesa dalle critiche popolari e, più raramente, politiche. Come che sia, la Commissione Straordinaria a Palazzo di Città ha parlato. Non ai cittadini ma a chi – sia pure dentro una bolla di robusta delegittimazione – ne dovrebbe essere rappresentante e tramite. Da ciò che si legge in giro, pare abbia parlato in modo franco e diretto. Ha ascoltato – rintuzzando con decisione le accuse mosse nei suoi confronti – ma anche spiegato l’eredità ricevuta ed il lavoro avviato.

Due fattori legati l’uno all’altro. Il “prima” ed il “dopo” come parte di un unico racconto. E per i tre Commissari di un’unica missione risanatrice.

Eppure di quanto detto è trapelato poco in forma ufficiale, se non le dichiarazioni di circostanza in politichese degli invitati. Nonostante, sempre secondo ciò che qualcuno dei partecipanti ha rivelato sui social, la Commissione sarebbe stata chirurgica nell’esporre lo stato dell’arte, nel dettagliare il “caos” trovato in quasi tutti i Servizi dell’Ente: dalle Politiche Abitative a quelle Sociali, dalla complicatissima condizione delle aziende partecipate ad un lunghissimo elenco di concessioni di spazi pubblici ad associazioni senza alcuna legittimazione, spesso collocate in locali sprovvisti delle più elementari norme di sicurezza, solo per fare alcuni esempi.

Per me, che ho sempre denunciato tutte le illiceità, le opacità, le illegittimità, le sciatterie, e le storture dell’Amministrazione di centrodestra che aveva in Franco Landella il suo leader, nulla di nuovo.

Nulla che io non avessi già detto e scritto pubblicamente, nonostante le tante querele subite, nel silenzio assordante di tutti, a cominciare dalla politica, di maggioranza e di pseudo opposizione, e delle tante “associazioni legalitarie” destate da un “lungo letargo” interrotto dall’azione della Magistratura. Ma la mia voce, si sa, è una voce di parte. Dunque a questo punto credo sia giusto e doveroso che la Commissione metta in campo un’operazione verità di cui la Città ha dannatamente diritto. Per conoscere cosa è accaduto, ascoltandolo da una fonte “terza”. Per capire come si sia scivolati verso il Commissariamento o, comunque, in un baratro amministrativo che a porte chiuse i Commissari hanno definito pressoché inquietante. Per avere contezza di ciò che non è emerso, delle attività compiute per anni “sotto traccia”, dietro le quinte, lontano da occhi indiscreti.

La Commissione Straordinaria “parla attraverso gli atti”, rispose stizzita l’ex Prefetto Marilisa Magno ai giornalisti che la incalzavano chiedendole conto dell’attività amministrativa portata avanti. Da allora, come ha dimostrato l’incontro con partiti e movimenti, quell’intransigenza pare essersi ammorbidita. Non è svanita la volontà di operare senza microfono, sebbene nel piano triennale del fabbisogno del personale sia stata confermata la figura di un comunicatore – come previsto dalla Giunta Landella – da reclutare con la funzione di staff della Commissione. Ma comunque un passo in avanti verso un più largo coinvolgimento dell’opinione pubblica c’è stato. Proprio per questo si potrebbe e si dovrebbe compiere un ulteriore sforzo.

A me continuano a sfuggire le motivazioni della stolta mancata partecipazione ai bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, della contestata e inopinata chiusura delle Scuole comunali dell’infanzia e del Nido. Sono in attesa di capire se e quali settori claudicanti si stanno mettendo in sicurezza, se e quali responsabilità amministrative sono state individuate (perché, è bene sottolinearlo, per Landella ed il centrodestra non sarebbe stato possibile adottare alcun atto senza le firme di funzionari e dirigenti). Ad oggi nella nostra Comunità manca la “percezione” dell’opera di bonifica della struttura amministrativa. Anzi, se si pensa alle Politiche Sociali e all’Emergenza Abitativa – temi assolutamente centrali nelle ragioni dello scioglimento per mafia del Comune di Foggia – si scorge una quasi perfetta continuità nella struttura amministrativa che governa e sovraintende i Servizi.

Quello che credo sia fondamentale compiere, tuttavia, è uno sforzo di comunicazione e di chiarezza innanzitutto sul passato di Foggia e del suo Comune. Aprendo un libro che i cittadini devono poter leggere. Consegnando a ciascuno di loro gli elementi per valutare, anche se “ex post”, cosa è successo in questi anni.

Una limpida e trasparente operazione verità, lo ribadisco. Poiché anche questo vuol dire bonificare il contesto che è stato affidato alle cure della Commissione. Non il tessuto amministrativo, rispetto al quale, come ho già detto, resto in attesa di conoscere quali decisioni sono state assunte dai Commissari verso chi si è reso corresponsabile dello sfacelo descritto a movimenti e partiti, ma quello sociale e civico. Nel 2023, quando si tornerà alle urne, i Foggiani hanno il diritto di sapere cosa sia accaduto in questi lunghi sette anni, quanto e come il centrodestra abbia prodotto il disastro raccontato dai Commissari e chi, dalla minoranza, si sia guardato bene dal denunciare fatti e circostanze.

Su tutto questo serve informare dettagliatamente la Città. Perché anche informarla vuol dire compiere un’azione di “bonifica”, dal momento che un voto espresso con consapevolezza è l’antidoto più forte contro ogni degrado che nasca e proliferi dentro il Palazzo.