Rinnovabili al posto del gas russo, in Capitanata pareri favorevoli ad aumentare gli impianti. Ma c’è chi dice no

A muoversi per prime sono le comunità dei Monti dauni che hanno dato vita alla prima Oil Free Zone della Puglia, ovvero la progressiva sostituzione del petrolio. Deliceto comune capofila

Energia rinnovabile al posto del gas russo. Il dibattito è aperto, e anche in Capitanata si alzano le prime voci tra favorevoli e contrari ad incrementare gli impianti, eolici e fotovoltaici. A muoversi per prime sono le comunità dei Monti dauni che hanno dato vita alla prima Oil Free Zone della Puglia, ovvero la progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con energie da fonti rinnovabili. Deliceto è il comune capofila, il sindaco Pasquale Bizzarro, il coordinatore. Anche l’Università di Foggia ritiene le rinnovabili una grande opportunità, ma attenzione – dice ai nostri microfoni Massimo Monteleone – a non ripetere gli errori del passato quando a beneficiarne sono state solo le multinazionali del vento. Dai Monti dauni al Gargano con il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti che apre anche al nucleare.

C’è poi chi come il sindaco di Rocchetta Sant’Antonio, Pompeo Circiello, ha respinto la richiesta di una multinazionale che voleva installare 19 aereogeneratori per una potenza di 115 megawatt. Perplesso anche il presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta, che teme di vedere i campi del Tavoliere trasformati, ulteriormente, in distese di pannelli fotovoltaici. Infine, i comuni di Roseto Valfortore e Biccari che si sono costruiti le proprie comunità energetiche per contrastare il caro bollette di luce e gas.

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