La Puglia produce più energia rinnovabile di qualsiasi altra regione italiana, ma nei territori che ospitano pale eoliche e impianti fotovoltaici cresce una domanda sempre più insistente: perché i cittadini non vedono alcun vantaggio sulle bollette?
È il tema che attraversa numerosi comuni della Daunia e che Repubblica Bari ha raccontato attraverso le testimonianze di amministratori ed esponenti del territorio, tra aspettative deluse, contenziosi e nuove sfide legate alla transizione energetica.
Troia, leader dell’eolico ma con sempre meno abitanti
Uno dei casi simbolo è quello di Troia, che ospita impianti per una potenza complessiva di 103 megawatt. Nonostante ciò il comune continua a fare i conti con lo spopolamento.
Nel 2011 la cittadina contava 7.330 residenti. Nel 2025 gli abitanti sono scesi a 6.491. Un dato che alimenta interrogativi sul reale impatto economico delle energie rinnovabili sui territori che le ospitano.
“E i cittadini non percepiscono in alcun modo i benefici”, osserva Leonardo Cavalieri, oggi consigliere comunale di opposizione ed ex sindaco della città.
“Chi subisce il danno paesaggistico deve avere uno sconto”
Dello stesso avviso è Nicola Gatta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Candela.
“Il problema è come aiutare le famiglie. Se subiscono un danno paesaggistico, è giusto che ricevano uno sconto in bolletta”, sostiene.
Secondo Gatta, gran parte dei benefici economici generati dagli impianti finiscono lontano dai territori che li ospitano. Un problema evidenziato anche da vicende fiscali che vedono società proprietarie degli impianti versare imposte in altre regioni.
Bollette alte e benefici poco visibili
A rendere ancora più acceso il dibattito è l’aumento del costo dell’energia per famiglie e imprese.
“La prossima estate sarà molto difficile”, avverte Carmelo Rollo di Legacoop. “Molte famiglie avranno problemi e chi possiede un condizionatore probabilmente eviterà di utilizzarlo, salvo situazioni particolari legate alla salute”.
Secondo Rollo, una parte della responsabilità ricade anche sulle amministrazioni locali, che non sempre riescono a trasformare le compensazioni ambientali in vantaggi diretti per i cittadini.
Le compensazioni ambientali e il nodo delle royalties
Negli anni passati i contributi delle aziende energetiche erano spesso destinati a opere pubbliche o sponsorizzazioni. Dal 2019, però, la Corte dei Conti ha imposto regole più rigide, stabilendo che le cosiddette royalties non possano essere monetizzate e debbano essere utilizzate per finalità ambientali specifiche.
A Troia, ad esempio, le compensazioni hanno consentito la realizzazione di un servizio gratuito di bus elettrico e il recupero del teatro comunale.
Tuttavia il tema degli sconti diretti in bolletta resta aperto. In Spagna il costo dell’energia per le famiglie risulta sensibilmente più basso rispetto all’Italia e molti amministratori locali ritengono che anche i territori produttori dovrebbero beneficiare di condizioni agevolate.
La sfida delle comunità energetiche
Come evidenzia Repubblica Bari, una delle possibili strade per ottenere vantaggi concreti passa attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili.
Proprio a Troia era stata avanzata una proposta già nel 2022, ma il progetto non è mai decollato.
“La normativa viene modificata continuamente”, spiega Cavalieri.
Nel frattempo la Regione Puglia ha prorogato fino alla fine di giugno il bando dedicato ai progetti di autoconsumo collettivo, nel tentativo di favorire la nascita di nuove comunità energetiche.
Nuove regole e nuove tensioni
Sul fronte normativo, la giunta regionale ha recentemente approvato lo schema di legge sulle aree idonee ad accogliere impianti da fonti rinnovabili, introducendo una serie di limitazioni e criteri più stringenti.
Intanto a Troia è già iniziata la fase del repowering degli impianti esistenti, con pale eoliche e pannelli destinati a triplicare la capacità produttiva. Una prospettiva che divide la politica locale, tra chi vede nuove opportunità di sviluppo e chi continua a chiedere maggiore trasparenza sull’utilizzo delle compensazioni ambientali.
La questione resta aperta: la Puglia continua a produrre energia per il Paese, ma nei comuni che ospitano gli impianti cresce la richiesta di un ritorno concreto per cittadini e famiglie.












