“La politica foggiana ha timore reverenziale dei commissari”. Mainiero affonda il colpo, accuse anche alla dirigente Salvemini

Torna sul caso delle scuole dell’infanzia l’ex consigliere comunale rilevando le ultime contraddizioni della tecnostruttura

Torna sul caso delle scuole dell’infanzia, l’ex consigliere comunale Giuseppe Mainiero rilevando le ultime contraddizioni degli uffici della dirigente Silvana Salvemini. La Commissione Straordinaria con una specifica deliberazione ha approvato il Documento Preliminare alla Programmazione Scolastica del Comune di Foggia. Un atto importante e corretto, nella sua impostazione e nei suoi contenuti, lo ha definito l’ex meloniano. Corredato da un’analisi dettagliata formulata nella relazione e nell’allegato tecnico approvati dai commissari che restituisce un quadro veritiero della situazione dei servizi educativi della città, individuando punti di forza e punti di debolezza del sistema, opportunità e fonti di finanziamento utili a raggiungere l’obiettivo di migliorare la qualità dell’offerta.

Ma c’è un paradosso, perché, come rileva, il Documento contraddice in modo praticamente totale la deliberazione numero 39 del 30 dicembre 2021, con cui la stessa Commissione ha disposto la chiusura totale dell’Asilo Nido Comunale “Tommy Onofri”.

E spiega: “Oltre trecento bambini ‘appiedati’, defenestrati dalle proprie scuole dall’oggi al domani. Le motivazioni risibili narrate nella delibera di chiusura omettono di evidenziare come il calo delle iscrizioni sia esclusivo frutto delle scelte scellarate in tema di servizi all’infanzia operate dall’amministrazione Landella di cui l’attuale dirigente, Silvana Salvemini, è diretta emanazione, essendo arrivata al Comune di Foggia attraverso la procedura di reclutamento ex art. 110 Tuel voluta dall’ex sindaco. Del resto non è un segreto l’idea che le scuole dovessero essere utilizzate per affrontare l’emergenza abitativa, tema che la relazione di scioglimento del comune di Foggia per infiltrazioni mafiose ha ampiamento illustrato. Delle due, l’una: o il Documento approvato ieri dalla Commissione è pieno di errori oppure la chiusura di tutte le otto Scuole dell’Infanzia è una decisione letteralmente scriteriata, che contrasta con il Pnrr, che chiede tra l’atro l’apertura di nuovi nidi mentre la Commissione straordinaria chiude anche l’unico asilo nido comunale. Invito i commissari a confrontare le due deliberazioni adottate e a rendersi conto di quanto l’una contraddica l’altra. Peccato non essere su Scherzi a parte”.

Mainiero si dice senza parole: mentre il Documento Preliminare alla Programmazione Scolastica del Comune di Foggia, invita a migliorare e potenziare il servizio, utilizzando anche le risorse economiche rivenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Commissione ha cancellato con un tratto di penna l’intera offerta formativa comunale (adducendo motivazioni infondate) suggerendo di dirottare i bambini come pacchi postali nelle Scuole dell’Infanzia Paritarie e in quelle Statali, che però non possiedono neanche gli spazi adeguati per fare fronte alla richiesta dell’utenza.

Il commercialista ricorda inoltre la mancata partecipazione ai bandi sul tema del Pnrr: “Voglio ricordare come la Commissione Straordinaria abbia tra l’altro cancellato dal suo bilancio circa un milione di euro che il Comune di Foggia ha sempre destinato ai Buoni Comunali per l’infanzia (da 0 a 36 mesi) proprio per consentire alle famiglie bisognose di usufruire di un ‘nido’ non comunale, giacché il ‘Tommy Onofri’ non era sufficiente a soddisfare la domanda avendo una capienza di 60 unità. Ovviamente questo prima che la premiata ditta Landella&Salvemini devastasse il Servizio.

Continuo a considerare questa scelta – tutta politica – non in linea con il mandato di una Commissione Straordinaria inviata a Foggia dal Ministero dell’Interno con il compito di ‘bonificare’ l’Ente dalle infiltrazioni mafiose che ne hanno portato allo scioglimento. E, soprattutto, gravissima nel suo ignorare sia le indicazioni del governo nazionale di cui è espressione (non essendo legittimata da alcun mandato popolare) sia quelle dell’Associazione Nazionali Comuni Italiani, che ha proprio recentemente invitato pubblicamente le Amministrazioni comunali a cogliere questa irripetibile e storica occasione.

Per evitare questo disastro e far cambiare rotta ai commissari sarebbe necessaria ed urgente una mobilitazione politica vera, che faccia ‘massa critica’ e funga da strumento di legittima pressione su chi oggi ha la responsabilità di guidare la Città. Ma partiti e parlamentari hanno del tutto ignorato l’allarme che ho lanciato denunciando la mancata partecipazione del Comune ai bandi del Ministero dell’Istruzione. Nessuno di loro ha speso una sola parola o ha compiuto un solo gesto politicamente rilevante, non essendo tale la timida quanto inutile iniziativa dell’onorevole del Movimento Cinque Stelle, Giorgio Lovecchio, attivata tra l’altro solo dopo giorni e giorni dalla mia denuncia.

La Commissione, insomma, non va disturbata. Nei suoi confronti, evidentemente, la politica vive una sorta di timore reverenziale. Muovere una critica non è possibile. Costruire un fronte largo che individui, denunci e corregga gli errori è una specie di attentato di lesa maestà da evitare. E poco importa se a rimetterci saranno la Città e i nostri figli. Ci si potrà sempre rifugiare, con un po’ di spicciola propaganda, nelle accuse all’amministrazione di centrodestra di Franco Landella, che ho combattuto in assoluta solitudine e a cui vanno attribuite colpe e responsabilità gigantesche rispetto al degrado amministrativo, etico e morale in cui ha fatto sprofondare la gestione del Comune e, di conseguenza, la città, ma che non c’entra nulla con le scelte compiute oggi dalla Commissione Straordinaria, che evidentemente ha scelto in questo ambito di muoversi in continuità con chi l’ha preceduta a Palazzo di Città. Spero che qualcuno voglia finalmente svegliarsi da questo imbarazzante letargo e dimostrare di avere un pochino di coraggio e di amore per Foggia. Io continuerò a denunciare ciò che non va e a provare a sensibilizzare l’opinione pubblica. Chi invece vuole continuare a nascondersi o a voltare la testa dall’altra parte è padrone di proseguire in questa recita di pessimo livello. Ne risponderà non solo alla propria coscienza, ma anche alla città, che stavolta sono fiducioso dimostrerà di non avere la memoria corta”. (In alto, commissaria Magno, Salvemini e Mainiero)

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