In ricordo di Birka e Hristo, la Polizia Locale dona le calze della Befana ai bambini del Ghetto di Stornara

Gli agenti dei Comuni dei Cinque Reali Siti questa mattina hanno regalato 46 calze ai bimbi del campo rom

La polizia locale nel campo rom

Mentre prosegue l’opera di rimozione dei rifiuti e di vaccinazione dei residenti, nel grande ghetto dei bulgari di Stornara, teatro della tragedia dello scorso 17 dicembre, è partita la gara della solidarietà. Tra i più sensibili ci sono gli agenti della Polizia Locale dei Comuni dei Cinque Reali Siti che, questa mattina, hanno donato ben 46 calze della Befana ai bambini che vivono in condizioni di fatiscenza ed estrema povertà. Un bel gesto per regalare un sorriso ai piccoli residenti della bidonville stornarese e soprattutto per ricordare Birka e Hristo, i due fratellini che hanno perso la vita nel rogo avvenuto proprio all’interno di quest’area.

La donazione è stata resa possibile grazie all’importante contributo dei “Mercati di Città – La Prima” e del Segretario provinciale del Sindacato di Polizia locale SULPL Luigi Sabatelli. Questa è la prima edizione della “Befana del vigile” che diventerà un evento ricorrente per omaggiare ogni anno i bambini stranieri di Stornara. “Abbiamo chiesto a tutti di non spegnere i riflettori su questa drammatica vicenda” – dichiara a l’Immediato Giuseppe Grippo della Polizia Locale di Stornara. “C’è il rischio che con il passare del tempo le condizioni di questo campo possano essere dimenticate. Oggi è necessario agire perché queste persone hanno bisogno di una vita normale, a maggior ragione i bambini che sono spesso i primi a soffrire la povertà”. 

Dopo il sopralluogo della Polizia Locale sul campo di Stornara sono emerse altre necessità dei residenti. Dopo la consegna delle calze dell’Epifania, infatti, partirà un’ulteriore iniziativa solidale, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Stornara che ha già sposato la nobile finalità. L’obiettivo è quello di acquistare almeno un paio di scarpe per ogni piccolo residente del ghetto di Via Napoli Vecchia, in modo tale che nessuno di questi possa più camminare scalzo.