• Contatti
martedì 21 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - “Registrare pomodoro Dop Puglia”, l’appello di Coldiretti Foggia per la tutela di produttori e consumatori. Costituito comitato promotore

“Registrare pomodoro Dop Puglia”, l’appello di Coldiretti Foggia per la tutela di produttori e consumatori. Costituito comitato promotore

Di Redazione
12 Maggio 2021
in Agricoltura
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Si è costituito presso la Coldiretti Foggia il Comitato promotore della D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) ‘Pomodoro di Puglia’ per avanzare la domanda di registrazione Ue che tuteli la produzione e la trasformazione del pomodoro allungato pugliese e per perfezionare l’opposizione formale al MIPAAF avverso il disciplinare di produzione pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo scorso per il riconoscimento della IGP ‘Pomodoro Pelato di Napoli’.

“Non è accettabile che venga commercializzato un prodotto che si fregia di un marchio comunitario così fortemente distintivo, senza che ci sia alcun obbligo di utilizzare i pomodori del territorio al quale la indicazione si ispira.  Il 40 percento del pomodoro italiano viene proprio dalla Capitanata che da sola produce il 90% del pomodoro lungo”, spiega Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia.

La Puglia detiene la quasi totalità della produzione del pomodoro all’interno di una filiera del Sud Italia, riferisce Coldiretti Foggia sulla base dello studio commissionato all’Università di Foggia, con 15.527.500 quintali di pomodoro da industria su una superficie di 17.170 ettari prodotti in Puglia, mentre in Campania 2.490.080 quintali su una superficie di 3.976 ettari. La provincia di Foggia è leader indiscussa del mercato e rappresenta il maggiore bacino di produzione nazionale – insiste Coldiretti Foggia – con una superficie media annua di 15.000 ettari e con una produzione di pomodoro da industria che si aggira intorno ai 14.250.000 quintali (1,4 milioni di tonnellate).

Nel caso in questione, con il termine “Pomodoro pelato di Napoli”, come riportato nell’art. 2 del disciplinare – aggiunge Coldiretti Foggia – viene difatti identificato con una conserva di pomodoro indifferenziata dal punto di vista commerciale. Dal punto di vista qualitativo, le uniche caratteristiche del prodotto dichiarate che presentano elementi più restrittivi sono: 3% del peso sgocciolato in meno; 1,5% del residuo ottico in meno; un volume del pomodoro 7% in più rispetto lo standard senza lesioni o deformazioni; 0,7 cmq/100g di residui di bucce in meno, oltre che un 10% in meno presenza di muffe.

Il gruppo di lavoro dell’Università di Foggia, coordinato dal professor Antonio Stasi, ha dimostrato quanto il processo industriale che consente l’ottenimento di un prodotto con tali caratteristiche, di fatto – insiste Coldiretti Foggia – possa essere effettuato in qualsiasi stabilimento di trasformazione e non corrisponde a una qualità premium che può essere facilmente identificata dal consumatore finale. Seguendo tale logica, risulta debole il legame tra Indicazione Geografica e una data qualità, così come invece richiesto nell’art.5 del Reg. UE 1151/2012. Di fatti, il senso dell’IG sta nella valorizzazione e la promozione di un prodotto al fine di tutelarne la specificità.

“Il pomodoro potrebbe provenire da qualsiasi area, definendo nell’art.5 del disciplinare solamente i tempi di stoccaggio massimi, e la qualità del pomodoro in entrata non è identificata da parametri qualitativi più restrittivi che consentano al prodotto finale di avere proprietà organolettiche caratterizzanti, inserendo come unico elemento “la coltivazione seguendo i metodi di lotta integrata o biologica”. Anche perché il disciplinare identifica come area di produzione le Regioni quali Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia. Viste le statistiche delle produzioni, il “Pomodoro pelato di Napoli IGP” includerebbe conserve il cui pomodoro è prodotto per il 90% dei casi nella Regione Puglia”, stigmatizza Piccioni.

Nelle indicazioni geografiche, infatti, l’informazione sulla provenienza geografica – aggiunge lo studio dell’Università di Foggia – costituisce l’elemento fondamentale che consente ai consumatori di identificarli e distinguerli da prodotti concorrenti di diversa area di produzione. Il disciplinare in discussione, utilizzando il nome prescelto, assegna il legame, quindi il meccanismo di identificazione dell’IG esclusivamente con la città di Napoli. Questo è giustificato descrivendo l’utilizzo nella cucina del pomodoro pelato dal 1700 e dalla presenza della dicitura “Napoli” in alcuni marchi commerciali, con specifica destinazione oltre oceano (art. 6 del disciplinare). Nel caso in questione, la possibilità di identificare con “Napoli” un pomodoro prodotto nella maggior parte dei casi in aree diverse e appartenenti ad altre regioni italiane risulterebbe fuorviante per i consumatori e, contrariamente a quanto voluto nella visione strategica delle indicazioni geografiche e dallo stesso Regolamento, sarebbe a detrimento della reputazione territoriale di Napoli e della Regione Puglia, quando invece il matching perfetto tra prodotto e luogo di origine dovrebbe rappresentare la leva e il valore immateriale da tutelare con la proprietà intellettuale di cui godono le IG. È a tutti nota la posizione di Coldiretti Puglia sull’importanza dell’origine del prodotto agricolo alla base dei cibi trasformati che arrivano sulle tavole dei consumatori, per cui numerose sono state le battaglie per arrivare all’etichettatura certa dell’origine dei prodotti agroalimentari.

D.O.P. e I.G.P. sono marchi europei che  identificano – spiega Coldiretti Puglia – prodotti che possiedono caratteristiche peculiari, legate da origini storiche al determinato territorio indicato nella denominazione, e dalla accurata e precisa applicazione di un disciplinare di produzione. Di scelta del Ministero delle Politiche Agricole l’area delimitata e la nomenclatura, basate su comprovata ricostruzione storica che i consorzi di valorizzazione devono documentare. Per i prodotti DOP è previsto che tutto il processo produttivo avvenga nell’area delimitata dal disciplinare di produzione, trasformazione e confezionamento inclusi, mentre per le produzioni IGP, invece, non esistono gli stessi vincoli – conclude Coldiretti Puglia –  in particolare nessun obbligo di utilizzare i prodotti agricoli del territorio al quale la IGP si ispira.

Tags: Coldiretti FoggiadopPomodoroPuglia
Articolo precedente

Roy, Kolyvanov ed è subito Amarcord. A Foggia si ricordano i fasti di un tempo nel giorno della “Capitanata per lo Sport”

Articolo successivo

Nas in strutture per anziani in tutta Italia, trovati 87 operatori non vaccinati (8 nel Foggiano). Controlli in 572 Rsa

Articoli correlati

Grano, crollano le quotazioni: “Prezzi sotto i costi di produzione, così la cerealicoltura del Tavoliere rischia di fermarsi”

CNA Foggia rilancia la proposta della “Strada del Grano” per valorizzare il patrimonio di Capitanata

Acqua, Coldiretti lancia l’allarme: “In Puglia si disperde il 40,7% dell’acqua potabile”. Appello per invasi e reti più efficienti

Il cibo come prevenzione: il mercato di Campagna Amica arriva a Casa Sollievo della Sofferenza

Pasquale Cataneo

Grano duro, il Consiglio comunale di Foggia si compatta: ordine del giorno unitario per chiedere la CUN

Invasi della Capitanata, in una settimana persi oltre 12 milioni di metri cubi d’acqua. Coldiretti: “Servono subito nuove opere”

Ultime Notizie

Ambiente

Giardinetto, nove associazioni chiedono trasparenza: accesso agli atti sulla bonifica da quasi 49 milioni

Presentata un'istanza congiunta agli enti competenti per ottenere tutta la documentazione sugli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell'area....

Lago di Varano

Varano Music Fest, sul lago due giorni tra musica sacra, sapori del Gargano e valorizzazione del territorio

Peschici accende l’estate con i grandi concerti gratuiti: da Zarrillo a Dolcenera, fino a Nina Zilli

“A Manfredonia la giunta La Marca non segna nemmeno a porta vuota”: l’affondo di Galli (Forza Italia)

BCC San Giovanni Rotondo premia il merito: oltre 50 borse di studio a soci e figli dei soci, ospite il top model Fabio Mancini

Ambito sociale di Foggia, entrano in servizio 10 nuovi funzionari: potenziati i servizi per famiglie e persone fragili

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024