Scoperta, avventura, emozione. I ventimila Scout d’Europa non si fermano: “Restiamo in prima linea al servizio del prossimo”

“È uno stile di vita, ragazzi e ragazze si impegnano a diventare uomini e donne facendosi artefici responsabili e consapevoli della propria strada, del proprio futuro”

Gli Scout d’Europa – FSE, pur nel rispetto delle regole imposte dal Governo per la pandemia, non si sono mai fermati, anzi continuano ad offrire ai giovani ciò che più è mancato in questo periodo: contatto con la natura, aria aperta, relazioni. Nonostante l’anno appena trascorso passerà alla storia per il lockdown e il susseguirsi ininterrotto di limitazioni e chiusure, in Italia non si fermano le iscrizioni: oltre ventimila ragazzi, divisi in 203 Gruppi e 1361 Unità continuano ad indossare il fazzoletto.

“Essere Scout significa soprattutto essere al servizio del prossimo. E in questi mesi di emergenza sanitaria sono davvero tanti, dai più piccoli ai più grandi, quelli che hanno dato un contributo. Nonostante le difficoltà della pandemia il nostro Movimento non si è fermato, ma abbiamo continuato con il nostro progetto rivolto ai ragazzi: contribuire all’educazione di buoni cittadini e di buoni cristiani”. Marco Platania è il Presidente dell’Associazione Italiana Guide e Scout d’Europa Cattolici – (Scout d’Europa – FSE), un’organizzazione cattolica di dimensione europea che si rifà ai principi del suo fondatore Lord Baden Powell.

“Lo Scautismo è uno stile di vita, – spiega Aline Cantono di Ceva, Commissaria Generale Guide – ragazzi e ragazze si impegnano a diventare uomini e donne facendosi artefici responsabili e consapevoli della propria strada, del proprio futuro”. I più grandi si prendono cura dei più piccoli. Lo fanno con lo spirito di avventura, vivendo a stretto contatto con la natura, elemento indispensabile dell’essere Scout, che rispettano e proteggono. Lo fanno giocando e divertendosi. “E quando non è possibile farlo all’aria aperta, come avvenuto nei mesi dell’emergenza sanitaria si trova sempre una strada alternativa – sorride Fabrizio Cuozzo, Commissario Generale Scout – perché lo Scout sorride e canta anche nelle difficoltà e, come ha insegnato il fondatore (Baden-Powell) per uno Scout nulla è impossibile.”

Non solo natura, ma anche spiritualità. “Niente può descriverci meglio delle parole di Giovanni Paolo II: itinerario di crescita spirituale. Gli Scout d’Europa – FSE offrono un cammino di grande valore per la formazione integrale della persona, – afferma don Paolo La Terra, Assistente Generale – formazione al dialogo, al senso della giustizia, alla lealtà, alla fraternità nei rapporti sociali; il gioco, l’avventura, la natura sono i mezzi con i quali innamorarci di Dio”.



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