Il salto di qualità dei narcos foggiani, rapporti diretti con Marocco, Spagna e Milano. Chili di droga a bordo dei camion, Carapelle centrale all’ingrosso

Nel corso dell’indagine si è accertato come molti soggetti attinti dalla misura continuavano a portare avanti l’attività criminale anche se sottoposti ai domiciliari

Un durissimo colpo al narcotraffico è stato inferto da polizia e DDA nel blitz “Ultimo Avamposto 2”, seguito di “Ultimo Avamposto 1”. La prima operazione riguardò i clan di Vieste, stavolta, invece, il giro è molto più grosso e coinvolge criminali marocchini, foggiani, cerignolani e carapellesi. Pizzicate ben 15 persone, 14 in carcere e una ai domiciliari. Quattro, però, risultano latitanti. Stamattina a Bari la videoconferenza coordinata dal pm della DDA Ettore Cardinali e dal questore di Foggia Paolo Sirna. Gli investigatori hanno messo fine ad un narcotraffico internazionale con ramificazioni tra provincia di Foggia e l’estero. I narcos smerciavano soprattutto hashish tra Marocco, Spagna, Nord Italia e Capitanata. Nel corso dell’indagine si è accertato come molti soggetti attinti dalla misura, continuavano a portare avanti l’attività criminale anche se sottoposti ai domiciliari. Per gli indagati ci sono inoltre le aggravanti dell’ingente quantitativo, si parla di almeno 650 chili di droga, e della transnazionalità. 

La sostanza veniva acquistata direttamente in Marocco e risultava particolarmente “apprezzata” dal punto di vista qualitativo. A bordo di grossi camion, lo stupefacente attraversava la penisola iberica per arrivare a Milano dove alcuni marocchini la analizzavano per poi dirottarla nel Foggiano. Il punto di vendita “all’ingrosso” era Carapelle da dove gli acquirenti, soprattutto cerignolani e foggiani, potevano comprarla per la cessione “al dettaglio”. Uno dei promotori dell’associazione criminale era proprio del piccolo centro dei 5 reali siti.

Secondo il questore Sirna “c’è stato un notevole salto di qualità rispetto ad ‘Ultimo Avamposto 1’. Abbiamo dei narcotrafficanti che si interfacciavano direttamente con l’estero. La droga non proveniva dai Balcani come l’altra volta, bensì dal Marocco. Siamo davanti ad un’organizzazione molto articolata sul territorio, capace di gestire quantitativi considerevoli, partite di droga fino a 400 chili. L’organizzazione – ha aggiunto Sirna – aveva una struttura logistica abbastanza consolidata. Con luoghi di stoccaggio dove la droga veniva lavorata e sottoposta ad un primo assaggio prima della distribuzione. Distribuzione curata da un marocchino che si trovava in Spagna e che aveva collegamenti con altri connazionali, uno di essi di stanza a Milano”. La droga viaggiava su dei camion, arrivava a Milano e, dopo gli assaggi, veniva portata in Puglia, nel Foggiano, per essere distribuita nel mercato degli spacciatori. “Abbiamo scoperto una rete composta da fornitori e mediatori-broker. Una grande distruzione dei compiti ed una cassa comune per affrontare le spese, anche quelle impreviste come le spese legali. Gli arrestati non sono dei ragazzi, si tratta di gente adulta: coinvolti anche un padre e suo figlio. L’indagine conta oltre 50 capi di imputazione, alcuni riguardano la materia delle armi. Tra le persone pizzicate nel blitz spuntano anche cognomi noti della mala foggiana, Delli Carri e Piserchia.

L’indagine ha portato a registrare cessioni per un totale di circa 640 chilogrammi di sostanza stupefacente di tipo hashish del valore di circa 4 milioni di euro. Proprio a carico del cittadino marocchino dimorante nel foggiano, vero e proprio promotore dell’organizzazione, è stato eseguito un sequestro di 105 chilogrammi di hashish con contestuale arresto in flagranza di reato. Nel corso dell’attività, inoltre, sono stati sequestrati anche 1,7 chilogrammi di marijuana. L’attività di indagine ha permesso di accertare anche una trattativa per l’acquisto, sul mercato clandestino napoletano, di due revolver. Il personale della squadra mobile di Foggia riuscì ad intercettare i venditori prima che potessero effettuare la consegna. Nell’occasione, infatti, furono arrestati due coniugi napoletani, trovati in possesso delle armi, mentre le stavano trasportando a bordo di un’autovettura nella quale viaggiavano insieme ai propri tre figli, all’epoca tutti minorenni. All’operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Foggia e coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno partecipato 200 poliziotti appartenenti alle squadre mobili di Milano, Como e Monza Brianza, al Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale”, al IX Reparto Volo di Bari, nonché le unità cinofile della Questura di Bari.

NOMI ARRESTATI

Hicham Haddouch, nato in Marocco nel 1976, già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Foggia; Angelo Raffaele Corcelli, nato a Foggia nel 1947; Francesco Russo nato a Cerignola nel 1975, già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Foggia; Michele Clemente nato a Cerignola nel 1991; Ottavio Scalera, nato a Cerignola nel 1990; Andrea Cardinale nato a Foggia nel 1994; Giuseppe Cardinale nato a Foggia nel 1964; Alessandro Piserchia nato a Foggia nel 1961; Michele Piserchia nato a Foggia nel 1984; Romeo Gaudiano nato a Foggia nel 1973; Luigi Bentivoglio, nato a Lucera (FG) il 04/12/1985. Sono stati disposti gli arresti domiciliari per Alessandro Balti, nato a Foggia nel 1988. Tre soggetti colpiti dalla medesima ordinanza sono attivamente ricercati.





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