Assegnazione “poco chiara” dei fondi pubblici, associazione di danzatrici foggiane contro l’Assessorato alla Cultura: “Non proporremo più nulla al Comune”

L’Aps “Orex Dance Tribe” chiede maggiore trasparenza e invia una lettera

“C’è un tempo per danzare e c’è un tempo per riflettere, discutere ed agire”. Inizia così la lettera dell’Aps di Foggia, “Orex Dance Tribe”. In una missiva, inviata anche al Comune di Foggia, l’associazione contesta il modus operandi dell’Assessorato alla Cultura per quanto riguarda l’assegnazione dei fondi pubblici.
“Questo è il tempo, per noi, di portare alla luce le ombre che avvolgono le iniziative del Comune di Foggia – scrivono – e di intraprendere una scelta coerente in merito a quello che accade circa l’organizzazione e le assegnazioni dei fondi pubblici che riguardano i servizi di Cultura, Arte e Spettacolo nella nostra città. Ci siamo chieste come mai l’albo pretorio ci racconti di approvazioni di proposte culturali, con conseguente assegnazione di fondi, senza alcun tipo di Bando con graduatoria. Ci siamo chieste come mai non vengano indetti bandi con conseguenti requisiti, punteggi, parametri certi che possano far individuare l’offerta più virtuosa.
Ci siamo chieste se questo sia un mezzo per poter affidare senza troppe giustificazioni dei progetti culturali a chi ha più facilità di accesso alla comunicazione diretta con i vertici.
Tutto questo, ce lo chiedevamo anche prima dell’ormai noto evento privato nella sala Fedora. Ce lo chiedevamo, ad esempio, mentre il sindaco consegnava le chiavi della Città nelle mani della Lega, senza chiedere alcun tipo di parere alla cittadinanza, come se la gestione del Comune fosse cosa privata”.

E ancora: “Queste domande di certo non riguardano solo la nostra associazione, la Orex Dance Tribe. In questi ultimi tre anni abbiamo portato in scena spettacoli su importanti tematiche quali l’integrazione, la riduzione delle diseguaglianze sociali, e siamo scese per le strade con i nostri spettacoli di piazza, a rallegrare passanti e bambini, senza mai bussare al portone del Comune. Ciò in quanto non vogliamo adattarci a un sistema che non sia trasparente e che non si interessi in modo limpido alle proposte delle tante realtà locali, che sono delle fucine di idee che provano a combattere contro il fango. Noi siamo portatrici di bellezza e a testa alta vogliamo danzare dicendo grazie solo agli spettatori e ai loro applausi, guadagnandoci l’eventuale assegnazione di fondi pubblici non con richieste dirette e personali all’Assessorato, bensì con la vittoria di un bando formulato con parametri chiari; dunque in maniera onesta, dignitosa, trasparente. Dunque, noi Orex Tribe, dopo l’ennesima iniziativa diramata dal Comune di Foggia senza la contemplazione di graduatorie né di parametri di assegnazione chiari, (manifestazione di interesse per l’effettuazione di spettacoli in streaming da tenersi al Teatro Comunale U. Giordano entro il mese di febbraio 2021), dichiariamo: Finché non sarà istituita una procedura trasparente per l’assegnazione dei fondi pubblici destinati al settore cultura, come ad esempio l’apertura di bandi; Finché non ci sarà, di conseguenza, vivo interessamento da parte dell’amministrazione in modo equo verso tutte le realtà del settore culturale, nelle varie forme costituite; Finché non ci saranno linee guida, parametri, punteggi di aderenza alle proposte amministrative resi pubblici; NOI APS OREX DANCE TRIBE CI ASTERREMO DAL PROPORRE I NOSTRI PROGETTI E LE NOSTRE INIZIATIVE AL COMUNE DI FOGGIA. Noi siamo portatrici di danza, musica, cultura e integrazione e non possiamo infrangere i nostri principi fondatori adeguandoci a un sistema che infrange la nostra onestà intellettuale. Dunque, è per noi doveroso coinvolgere la comunità con la nostra dichiarazione. Non faremo passi indietro: quelli solo di danza, sul palco e a ritmo di buona musica. Oggi agiamo e lo facciamo con voce ferma e nessuna intenzione a ceder terreno, finché le cose non cambieranno. Quello che vogliamo è trasparenza per tutti e per una città che merita di rialzarsi in piedi, proprio a partire dalla cultura. Perché solo con quella ci si salverà’“.



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