“Entro in Giunta perché nessuno rimanga indietro, questo è l’assessorato del M5S”, Rosa Barone spiega il senso del suo Sì a Emiliano

La pentastellata su fb: “Voglio lavorare con le mani libere, vengo dalla provincia più difficile, ultima per qualità della vita, anche per questo non me la son sentita di rimanere all’opposizione”

Si prende “le asprezze, le critiche e le polemiche” la neo assessora regionale al Welfare Rosa Barone, che in una diretta facebook ha spiegato le ragioni del suo sì a Michele Emiliano. Mentre Giuseppe Conte non conosce il suo futuro, Barone sangiovannese di adozione anche lei come l’ex premier diventa la prima pentastellata in Italia a chiudere delle alleanze con deleghe col centrosinistra a livello regionale.

Una grande responsabilità collettiva, dettata dal ruolo di leader che Emiliano ha costruito per sé dentro al Pd col segretario Nicola Zingaretti e col Ministro Francesco Boccia. Quel che non era riuscito in agosto 2020 prima delle elezioni regionali, riesce oggi con un ingresso in Giunta, annunciato e congelato per mesi, ma ancora molto problematico per una grande fetta di base. L’allargamento del centrosinistra naturale ad altri mondi politici nel governo della regione in Puglia arriva ancora una volta dalla Capitanata e da Foggia città. Dopo l’ex azzurro Leo Di Gioia nominato assessore da Nichi Vendola al Bilancio e poi riconfermato da Emiliano all’Agricoltura come civico, arriva ora Rosa Barone, pentastellata della primissima ora, ma con gli stessi valori umani e cattolici dello zio ex An onorevole e ultimo presidente della Provincia di Foggia eletto Antonio Pepe, che è stato anche il primo padre politico di Leo Di Gioia. Nel suo discorso c’è anche molto un senso quasi vocazionale della politica, quando ha citato gli ultimi e le sofferenze dei pugliesi in pandemia. Dopo 5 anni di welfare targato Udc la grillina prende il posto che fu di un’altra foggiana, la cerignolana Elena Gentile. 

Barone ha già annunciato la sua linea: intende incontrare tutti gli assessori alle Politiche Sociali di Puglia. Il suo assessorato è del M5S e renderà conto ad ogni riunione di Giunta. “Sono molto contenta, ringrazio tutte le persone che mi hanno scritto, anche chi mi ha contestato, le polemiche sono legittime, sono di stimolo. Il percorso è partito da lontano, quello che vogliamo fare è incidere. Non è un assessorato di una sola persona, ma del M5S, abbiamo un assessorato importante, avremo un occhio diverso e avremo la possibilità di aiutare gli ultimi, di indicare la guida politica delle persone, ci dobbiamo provare, non è una corsa alle poltrone, siamo in Giunta per fare del bene, un bene comune. Io capisco le polemiche, ricordo a me stessa che il percorso è partito da lontano. I vertici ed Emiliano hanno deciso di poter avviare un percorso e noi abbiamo risposto di sì, perché ci sembrava un atto di coraggio e responsabilità. Non siamo cambiati, restiamo coi nostri valori, con quella pelle e con quegli ideali abbiamo preso l’assessorato per incidere, per sollevare tante persone, madri, bambini, gente in difficoltà. Sarebbe comodo fare l’opposizione, urlare e fare le battaglie degli ultimi 5 anni, che abbiamo fatto con il cuore, ma questo è un altro momento storico, abbiamo l’urgenza di vedere soluzioni, cercheremo di portare a termine quanto abbiamo promesso in campagna elettorale e lo ratificheremo su Rousseau col voto, che non ci è stato concesso, ma che pretenderemo appena finirà la crisi di governo. Va sottolineato l’aspetto dell’impegno e della responsabilità, non potevamo lasciare un assessorato come  questo, è rimasto vuoto per troppo tempo, Emiliano ci stava aspettando e noi daremo una direzione politica, con lo stesso impegno, con quello stesso entusiasmo entreremo in Giunta”, rileva nella diretta ma avverte gli alleati: “Laddove non ci sono margini di manovra, andremo via, perché a differenza di Roma, Emiliano i numeri ce li ha, può governare da solo. Noi vogliamo incidere, dare soluzioni alle persone in difficoltà. il MoVimento ha tanti slogan, quello che sento più mio è nessuno deve rimanere indietro”.

Nel finale la ragione profonda della sua scelta: “Se noi riuscissimo a portare un po’ di sollievo agli altri, perché nessuno rimanga indietro, io mi sentirei soddisfatta, prendendo tutte le critiche, perché il motivo è più alto di Rosa Barone e della stessa politica, che è l’arte più alta e del compromesso, ma mai al ribasso. Voglio lavorare con le mani libere, vengo dalla provincia più difficile, ultima per qualità della vita, anche per questo non me la son sentita di rimanere all’opposizione e mi sono sentita di caricarmi di responsabilità”.





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