“Non in mio nome. La Foggia che ci rappresenta non è su quel balcone”. Vita e Fanpage riprendono il caso Iaccarino: “Città è una culla, non una discarica”

Il commento dei giornalisti Annalisa Graziano e Saverio Tommasi dopo il video del consigliere comunale foggiano. Quelle pistolettate “una ferita per l’intera comunità”

“Non in mio nome. E nemmeno in quello di decine di migliaia di foggiani che si sono indignati e, subito, hanno preso le distanze”. Esordisce così l’articolo della giornalista foggiana, Annalisa Graziano su “Vita”, mensile nazionale dedicato al racconto sociale e al volontariato. La sua lettera aperta torna sul caso del presidente del consiglio comunale di Foggia dimissionario, Leonardo Iaccarino, che spara con una pistola gridando in dialetto “non è una barzelletta”. Quelle “gestualità poco consone a qualsiasi ruolo pubblico, non ci rappresentano – si legge -. Quei colpi, gli atteggiamenti, la voce di un bambino che incitano a sparare ancora su quel balcone, quando l’arma si è inceppata, rappresentano – al contrario – una ferita per l’intera comunità“.

E ancora: “Quello stesso 31 dicembre alcuni rappresentanti dei clan locali si sono fatti riprendere in video mentre sparavano al cielo augurando il ‘buon anno alla malavita’. Sono stati denunciati, ma il problema c’è ed è urgente: sta piagando il tessuto sociale. Dunque, sembra assurdo doverlo evidenziare, ma non si può giocare su certe cose. Non è un gioco per noi cittadini, non lo è per i magistrati e per le forze dell’ordine che rischiano la vita, ogni giorno, per ricordarci che lo Stato c’è. La società civile, le organizzazioni antimafia e del terzo settore, a Foggia, sono impegnate da anni nella lotta all’illegalità. È dovere di ogni cittadino, in primis di chi rappresenta la comunità in assise comunale, riflettere sulle cause e sugli effetti dei fenomeni criminali e sulla necessità di combatterli attraverso un cambiamento di cultura e di mentalità. È un dovere agire, non si può pensare di scimmiottare le peggiori serie tv come se nulla fosse”.

“Un cittadino, un rappresentante delle Istituzioni certe cose non le fa, punto. Per questo, la Foggia che ci rappresenta non è su quel balcone. È nell’impegno delle associazioni che distribuiscono alimenti e indumenti alle famiglie indigenti. È nel lavoro quotidiano di alcuni parroci che si dividono tra chiese e strada; è nella missione che i sanitari svolgono nelle corsie di ospedale, con abnegazione”. L’articolo continua QUI.

Tommasi (Fanpage): “Foggia è una culla, non una discarica”
Sulla vicenda l’intervento di Saverio Tommasi, giornalista della nota testata fanpage. “C’è un pezzo del nostro Paese in mano alla criminalità organizzata, e non mi riferisco al presidente del consiglio comunale di Forza Italia che spara dal balcone, anche se colgo l’occasione di questa brutta scena accaduta proprio a Foggia per parlarne”, scrive Tommasi sui social. “Se Foggia fosse stata una grande città del nord, ne avrebbero parlato tutti, della situazione di FoggiaA Foggia hanno arrestato più di cento persone qualche mese fa, ma non è bastato, i tentacoli sono così tanti e sono stati così penetranti nel tempo, che non è bastato. Del resto un’operazione di Polizia – fondamentale, e lo ripeto: fondamentale – non è mai la risoluzione di tutti i problemi futuri – prosegue il giornalista -. Deve esserci fiducia, devono esserci crescita, collaborazione, lavoro, scuole, lampioni e giardini belli. A Foggia ci sono attentati, furti, rapine, vetrate di negozi fatte saltare per aria, da tanto tempo. A Foggia c’è il pizzo come non c’era dieci anni fa. Dunque a Foggia, ora, c’è la guerra? No, e tra l’altro io sono innamorato di quella città, e proprio a Foggia ho alcuni dei miei affetti più cari. Però a Foggia, oggi, si vive un clima pesantissimo. Un’aria irrespirabile, che mi viene costantemente raccontata e documentata da mesi. Ho sentito persone innamorate della propria terra così tanto che si metterebbero distese per terra per abbracciarla, a cui oggi sono cadute le braccia, e stanno pensando di andarsene”.
Poi scrive: “A Foggia serve tutto: che si attivi lo Stato, che si dia fiducia alle forze dell’ordine e che si potenzino le scuole. A Foggia serve la capacità di dare lavoro buono e di qualità. A Foggia servono giardini pubblici all’altezza, giochi e mezzi di trasporto adeguati anche in periferia. Foggia è un pezzo d’Italia, come fosse Milano, o Firenze. Foggia è una culla, non una discarica. Non lasciamola sola, bisogna volerle bene e parlarne. E se avete qualche amico a cui volete bene, o qualche amica, andate a trovarla a Foggia. Stiamo vicini ai foggiani e alle foggiane per bene”.



In questo articolo: