Virus, la primaria del Riuniti: “A Foggia rianimazione in difficoltà, la pressione è altissima. Gente non capisce che la situazione è grave”

L’allarme di Gilda Cinnella in un’intervista rilasciata a Repubblica: “Assistiamo a una quantità notevole di pazienti che arrivano al pronto soccorso e che non hanno uno sbocco…”

“Ho passato mezza giornata a cercare di smistare i pazienti in vari ospedali della provincia perché nel nostro ospedale non ci sono più posti letto liberi. Bisognava muoversi prima per attivare i posti aggiuntivi”. Lo ha detto a Repubblica Bari, Gilda Cinnella (foto sopra), a capo dell’unità operativa di terapia intensiva del Policlinico Riuniti di Foggia.

In un’intervista rilasciata al giornalista Antonello Cassano, Cinnella ha fatto il punto sulla situazione del reparto. “Le rianimazioni sono piene. Tanto è vero che degli ultimi tre pazienti arrivati dal pronto soccorso, uno Covid è stato trasferito a San Severo e gli altri due negativi mandati a Casa sollievo della sofferenza. Per il quarto stiamo cercando una destinazione. Assistiamo a una quantità notevole di pazienti che arrivano al pronto soccorso e che non hanno uno sbocco perché ormai in tutta la provincia di Foggia non ci sono più posti letto disponibili nelle terapie intensive e nei reparti medici per i pazienti Covid. Ma abbiamo anche difficoltà nelle terapie intensive per i pazienti No Covid”.

E i posti letto in più promessi? Ecco cosa risponde la primaria. “Le rianimazioni Covid aperte in più per affrontare l’emergenza sono state di nuovo riconvertite in reparti ordinari, per cui da luglio siamo tornati ad avere esattamente lo stesso numero di posti letto che avevamo prima dell’emergenza Covid. Oggi ci si sta attrezzando, ma con ritardo. Però la prima soluzione pensata è stata quella di riconvertire di nuovo i posti letto di terapia intensiva normali, assegnandone alcuni ai pazienti Covid. Il che significa che adesso i posti letto di terapia intensiva totali sono rimasti gli stessi, ma sono stati divisi: metà ai pazienti Covid e l’altra metà ai No Covid. Fortunatamente a Foggia avremo una nuova rianimazione di 14 posti letto, ma solo fra due mesi”.

Ma intanto la gente muore: “Ho difficoltà a far capire alla gente quanto è grave la situazione. In tutta l’Asl Bari non c’era un posto Covid fino a poche ore fa. È ovvio che in una situazione del genere il Policlinico di Bari dovrà ridurre altri tipi di attività. Ma c’è un’altra criticità. Siamo davanti a una malattia nuova. Non tutti i colleghi hanno la formazione sufficiente per affrontare pazienti di questo tipo”.

Nel frattempo avanza il rischio “saturazione”. “Mentre nelle terapie intensive di Brindisi, Lecce e Taranto ci sono ancora posti disponibili, a Foggia e Bari la pressione è altissima. Noi clinici, anestesisti-rianimatori, pneumologi e infettivologi vorremmo un incontro con la Regione per poter essere coinvolti maggiormente nelle scelte. Per affrontare al meglio la seconda ondata bisognava muoversi un mese fa. È stata stabilita una strategia per step, ma ora il virus sta correndo molto più velocemente rispetto a quella strategia”.

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