“Vogliamo lavorare, molti turisti restano a terra”, alle Isole Tremiti il grido di dolore del sindaco Fentini. “Ho scritto a Conte”

Vogliamo lavorare, l’inverno è lungo! “La stagione estiva dura poche settimane mentre non sappiamo quanto durerà il post Covid, se non ci fate lavorare adesso, temiamo per il nostro futuro”.
Il grido di dolore del sindaco di Isole Tremiti, Antonio Fentini, varca i confini delle Diomedee e si tinge di inchiostro.

“Ho scritto a tutti – commenta – per far conoscere il problema dei trasporti marittimi. Con le norme sul distanziamento, le navi possono trasportare solo il 50% dei passeggeri previsti e durante il fine settimana, quando aumenta la richiesta, molti turisti restano a terra. Altri, nell’incertezza, non partono proprio e sono spesso bersaglio di notizie false, da parte di chi vuole male alle Tremiti”.

Il sindaco continua nella sua battaglia: “Il prefetto, la Regione Puglia e il Ministero, da anni sono a conoscenza della problematica, ricevono mie lettere in continuazione. Quest’anno ho scritto anche al presidente Conte! Purtroppo sono ancora in molti a dare la colpa al sindaco, pensando che io possa agire in autonomia. Ma non è così”.
Anche un solo turista in meno sulle isole, significa meno lavoro per tutti. Lo sa bene il sindaco e i suoi concittadini ed è per questo che la richiesta di corse supplementari per il trasporto dei passeggeri, “appare una legittima e pacifica richiesta”, si legge in una nota inviata dal comune tremitese.



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