Cavaliere tuona: “Raco, gravi anomalie anche di livello penale”. Il consigliere comunale mette Landella nel mirino

“Un consiglio comunale convocato in via d’urgenza, ma la proposta di deliberazione non è pronta: una irresponsabilità senza limiti”

Sulla transazione RACO sono emerse gravi anomalie, che hanno indotto l’amministrazione Landella a ritirare la delibera. È quanto esprime il consigliere comunale foggiano Pippo Cavaliere che ieri in aula è stato fortemente attaccato dal sindaco.

Ecco il suo pensiero.  

Un consiglio comunale convocato in via d’urgenza, ma la proposta di deliberazione non è pronta: una irresponsabilità senza limiti. Il ritiro della proposta sulla transazione RACO (per i lavori al teatro Giordano, ndr) ha confermato la presenza di gravi anomalie, dal sottoscritto più volte denunciate, negli atti e nella gestione del contenzioso in corso, anomalie che, a mio parere, hanno rilievo anche sul piano penale. E il ritiro della delibera è avvenuto nonostante l’obbligo di presentarsi in tribunale lunedì 6 novembre con una decisione del consiglio comunale.

La seconda commissione consiliare, a seguito dei dovuti approfondimenti e delle numerose audizioni, ha deciso, all’unanimità, di restituire al mittente la proposta deliberativa (favorevole alla transazione) in quanto sono emersi “fatti giuridicamente rilevanti” per cui necessita di un nuovo parere del Servizio Legale. Il parere però non è stato reso. Perché? Eppure il tempo c’era ed inoltre nel corso delle audizioni le ragioni del Comune sono apparse inconfutabili, lampanti, solari, inoppugnabili.
Anche la reazione scomposta del sindaco, che si è lasciato andare a gravi offese sul piano personale, sulle quali per il momento preferisco sorvolare, dimostrano che sulla questione sono stati toccati nervi scoperti.
Mi auguro che il tribunale voglia concedere un nuovo termine per la decisione, in quanto il Comune correrebbe il rischio di ritrovarsi una sentenza sfavorevole perché emessa sulla base di atti contenenti riferimenti non veritieri.



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