Da due anni incardinati nel centrodestra, i ceriani difendono le scelte di Angelo e Napy. Il giovane politico: “Gatta? Il mio slogan è del 2019”

Intanto, il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa sarà presto in Puglia per decidere se dare vita ad un nuovo cartello elettorale in sostegno del candidato presidente Raffaele Fitto

C’è sconcerto tra i ceriani dopo le dichiarazioni del segretario regionale della Lega in Puglia Luigi D’Eramo, che ha fortemente condannato l’eventuale candidatura del consigliere regionale Napy Cera tra le fila del centrodestra nella lista di Forza Italia o nella civica che dovrebbe accogliere vari simboli centristi, dall’Udc a Noi con l’Italia fino a IdeA di Gaetano Quagliariello.

Il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa sarà presto in Puglia per decidere se dare vita ad un nuovo cartello elettorale in sostegno del candidato presidente Raffaele Fitto, che a livello regionale in Puglia in questo momento, dopo l’inchiesta che ha travolto i Cera e in particolare il padre Angelo, è il depositario dello storico simbolo della Democrazia Cristiana, lo Scudo Crociato.

Chi conosce bene la famiglia politica sammarchese, la racconta molto rammaricata per le parole ostili della Lega. Non c’è nessun trasformismo da parte di Angelo Cera, spiegano persone a lui vicine. La storia degli ultimi anni dell’ex parlamentare di San Marco in Lamis è tutta incardinata nel centrodestra, così tanto che l’attuale commissario leghista del paese garganico altri non è che un ex assessore della Giunta Cera, Raffaele Daniele. “Il trasformismo vale solo al contrario? I leghisti hanno parlato per parare gli eventuali attacchi di Forza Italia se dovessero accogliere nella loro lista Michaela Di Donna. In tutta la Puglia sono pieni di trasformisti, non si ricordano forse il caso Bocola?”, dicono nemmeno tanto sottovoce i ceriani.

In effetti il percorso di Angelo Cera, fatte salve le amministrative di San Severo dove ci fu il controverso appoggio a Francesco Miglio, per via dei patti stracciati dalla Lega che avrebbero previsto invece delle Primarie il ticket tra Caposiena e Iantoschi, è tutto nello schieramento di Berlusconi, Meloni e Salvini.

A cominciare dalla sua candidatura alle Politiche del 2018 quando grazie ad un accordo proprio con Raffaele Fitto l’Udc riuscì a spuntare metà dei candidati in Puglia e la presenza in provincia di Foggia di Angelo Cera candidato, sia all’uninominale del centrodestra nel collegio sanseverese sia la capolistatura nel listino bloccato proporzionale a 4 alla Camera.

È poi arrivata la scelta del Comune di Foggia, per la quale l’Udc fu protagonista. È stato il partito dello scudo crociato a dare legittimità alle Primarie del centrodestra, che altrimenti sarebbero state solo una battaglia politicistica della Lega. L’Udc, come si ricorderà, perse per strada due pezzi da novanta come lo stesso candidato alle Primarie Leo Iaccarino e Dario Iacovangelo approdati in Forza Italia, ma alle comunali riuscì comunque ad affermarsi, eleggendo come consigliere comunale Tonino Capostosto.

È in quel frangente che l’Udc cominciò a siglare dei patti con gli azzurri, dal momento che Lorenzo Cesa fu candidato alle Europee nella lista di Forza Italia. “I Cera gli garantirono un risultato importante, Cesa non fu eletto ma si piazzò secondo, con 50 voti di distanza da Barbara Matera”, spiega un fedelissimo.

E ancora, nel carnet degli equilibrismi ceriani c’è anche la presidenza della Provincia. Uno dei primi ad indicare il sindaco di Candela, Nicola Gatta per spaccare il fronte civico di Leo Di Gioia e riunificare il centrodestra, diviso tra diverse opzioni, dal sindaco Vincenzo Sarcone a Lino Monteleone, fu Angelo Cera.

Quanto al collocamento di Napy Cera nel centrosinistra di Michele Emiliano, eletto 5 anni fa nella lista del cuoricino, si è detto più volte di quanto l’ex pm sia stato capace negli anni di attrarre a sé pezzi di ceto dirigente e politico. Ma i ceriani sottolineano che il giovane consigliere regionale è stato sempre ai margini del sottogoverno pugliese, lontano da molte dinamiche presenti nel centrosinistra. “C’è chi ancora è capogruppo di Emiliano sindaco di Puglia ed è passato nel centrodestra e accusano Napy di trasformismo?”, è la domanda basita di tanti.

Intanto Napy Cera attende Cesa, con lui deciderà il suo futuro, ma tiene a precisare a l’Immediato di non aver copiato il claim dell’azzurro Giandiego Gatta. Napy c’è è precedente al febbraio 2020.

“Non mi interessano le polemiche sterili, se non fossi fermamente certo di quello che affermo: ho le foto sul mio social che dimostrano che alcuni miei gadget risalgono addirittura all’agosto del 2019”, rileva simpaticamente.





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