Coronavirus, sospiro di sollievo per quasi 40 operatori (solo uno positivo) del Riuniti di Foggia. Erano finiti in quarantena dopo il tentato suicidio di un giovane positivo al Covid

Contagiato solo un ausiliario, nella propria abitazione da una settimana. Proprio nelle scorse ore, per ridurre al minimo il rischio di contagio da parte di pazienti che arrivano dal cosiddetto ‘percorso pulito’, è stata messa a punto una “zona grigia” con 30 posti

Un caso positivo su circa 40 sanitari – tra medici ed operatori – che hanno assistito al Policlinico “Riuniti” di Foggia un 28enne arrivato in Pronto soccorso dopo aver tentato il suicidio. Si tratta di un ausiliario che da una settimana era in quarantena assieme a 6 medici (tra questi il sindaco di Orta Nova, Mimmo Lasorsa), infermieri, ausiliari e specializzandi. Il ragazzo, infatti, dopo essere giunto in condizioni critiche in via Pinto, è stato sottoposto all’esame di diversi specialisti – urologi e radiologi – prima del trasferimento in Rianimazione, dove è arrivata la certezza della positività al Covid-19.

“Complessivamente, non solo per questo caso specifico, abbiamo tamponato 150 persone – commenta il direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria, Vitangelo Dattoli -, riscontrando un solo caso di positività. Tutti gli altri, una quarantina circa, erano in quarantena precauzionale e ora, dopo l’esito del tampone, potranno tornare al lavoro. Abbiamo provveduto a fare le dovute comunicazioni all’Inail per l’ausiliario che, bisogna precisare, è a casa da una settimana. Possiamo dire che il cluster potenziale è chiuso”.

Il personale, dunque, sarà regolarmente in servizio da domani nella cosiddetta “prima linea”. Proprio ieri, per ridurre al minimo il rischio di contagio da parte di pazienti che arrivano dal cosiddetto ‘percorso pulito’, è stata messa a punto una “zona grigia” con 30 posti, dove un equipe valuterà i pazienti che mostrano sintomi compatibili con il virus ma che hanno avuto esito negativo al tampone. Resta da comprendere come sia possibile che ad essere contagiato sia un solo ausiliario, atteso che il paziente, per la criticità del quadro clinico, ha subito diversi interventi ed è stato intubato.

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