Mattinata, il casellario giudiziario dell’ex segretario Pd costa caro. Il TAR boccia l’impresa di maricoltura di Santamaria

Niente fondi FEAMP alla luce delle condanne e dei numerosi guai giudiziari del politico-imprenditore. “Condotte negligenti”

Non finiscono i guai di Francesco Santamaria, ex segretario del Pd di Mattinata. Il TAR Puglia ha rigettato il ricorso della sua “Maricoltura Mattinatese” contro la Regione Puglia. Santamaria puntava all’annullamento del provvedimento del Dipartimento Agricoltura attraverso il quale la sua impresa era stata esclusa dai FEAMP (fondi per la politica marittima e della pesca dell’UE).

Il politico-imprenditore aveva in mente di potenziare l’attività, rafforzando le strutture e diversificando la produzione. Il contributo pubblico sarebbe stato di circa 750mila euro. Poi il brusco stop alla luce del casellario giudiziario di Santamaria, gravato da vari procedimenti penali. Tra questi la condanna definitiva per occupazione abusiva di beni demaniali e tre mesi di reclusione. Il suo arresto, raccontato a luglio 2019 da l’Immediato, fece scalpore in paese. Per Santamaria anche un’ammenda di 60mila euro.

Nel tentativo di tornare in corsa per i FEAMP, l’imprenditore si era anche dimesso dalla carica di consigliere di amministrazione dell’impresa. Una mossa tardiva che i giudici non hanno tenuto in considerazione, rimarcando piuttosto le sue “condotte negligenti”, ritenute assai gravi. Dunque ricorso bocciato e anche la condanna a pagare le spese di lite (3mila euro) in favore della Regione.

Tutti i guai di Santamaria

L’ex segretario Pd era finito ai domiciliari nell’estate 2019 per scontare una condanna per reati in materia di occupazione abusiva di demanio marittimo. Non di certo il primo guaio per lui che a Mattinata è ben noto, non solo per il suo ruolo politico, ma anche perché dominus di un impianto di acquacoltura sequestrato a gennaio dello scorso anno.

Nel luglio 2018, finì al centro di un altro caso di cronaca, quando la polizia locale sanzionò una struttura ricettiva a lui riconducibile. Si trattava dell’Hotel Residence Torre Santamaria, in località Funni-Torre del Porto. La struttura operava senza la prescritta SCIA. Dai controlli emerse anche l’evasione della tassa di soggiorno.

Ma non è tutto. Santamaria fece parlare di sé subito dopo lo scioglimento per mafia del Comune di Mattinata. Intervistato su Rai 1, nel rotocalco TV7, si mostrò piuttosto vago sul fenomeno malavitoso. “Di certo c’è un problema delinquenziale forte che va combattuto ma non soffermiamoci al discorso nominalistico”, disse il politico senza mai pronunciare la parola mafia.





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