Vago sulla mafia mentre attività a lui legata evade le tasse, la figuraccia del Pd di Mattinata targato Santamaria

Dopo lo scivolone durante l’intervista a TV7 su Rai 1, il politico-imprenditore ci ricasca ma sarebbe pronto a sanare la situazione. Dimissioni? Manco a parlarne

Dopo il sequestro dell’Hotel Residence Torre Santamaria a Mattinata, il segretario del Pd locale, Francesco Santamaria si sta attivando per rilanciare la struttura a lui riconducibile – e di cui è socio – e mettersi in regola con la SCIA (con relativi contributi da pagare) e le tasse. Il politico, a capo del Partito democratico cittadino da ottobre 2017, ha già incassato una sanzione di 9.200 euro per l’evasione della tassa di soggiorno oltre al provvedimento che ha ordinato la cessazione dell’attività abusiva.

Una figuraccia che va a sommarsi con le risposte vaghe che Santamaria rifilò al giornalista di TV7, Alessandro Gaeta in un servizio sulla criminalità a Mattinata andato in onda lo scorso 4 maggio su Rai 1. Il piddino negò la mafia preferendo aggirare il termine, per parlare più semplicemente di “una questione solo nominalistica”, dimenticando anni di morti ammazzati, lupare bianche, estorsioni e contiguità evidenti, come emerso nella relazione sullo scioglimento del consiglio comunale firmata dal prefetto di Foggia, Massimo Mariani. Santamaria fu vago: “Mafia? Non so se è il termine giusto. Di certo c’è un problema delinquenziale forte che va combattuto ma non soffermiamoci al discorso nominalistico”.

Il Pd di Mattinata, da quando c’è lui alla guida, non ha più neanche una sede fisica e appare allo sfascio totale proprio per via del suo segretario cittadino sulle cui vicende si fa un gran parlare in paese. Un passo indietro dopo le ultime magre figure? Il politico (e imprenditore turistico) Santamaria non ne sembra affatto intenzionato, anzi lavora alacremente per sanare la situazione del suo rinomato hotel residence che presto potrebbe tornare a ospitare i turisti. Ma difficilmente si rivedranno quelli che hanno alloggiato nella struttura fino allo scorso weekend. Molti di loro, infatti, hanno assistito al blitz della Polizia Municipale che è intervenuta per sequestrare l’attività durante la colazione. Una figuraccia in piena regola.

Insomma, di dimissioni non se ne parla. D’altronde se è normale negare la mafia in un comune sciolto per mafia, figuriamoci se possa rappresentare un problema non aver pagato le tasse. Inoltre Santamaria non ha perso tempo ad edulcorare la notizia con una sola “testata web” locale che invece di rimarcare la gravità dell’accaduto si è affrettata ad evidenziare la volontà di sanare al più presto la situazione da parte del politico.