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Home - Compravendita voti ad Apricena, bufera su sindaco Potenza. “Non rispetta democrazia e idee politiche altrui”

Compravendita voti ad Apricena, bufera su sindaco Potenza. “Non rispetta democrazia e idee politiche altrui”

Di Redazione
20 Gennaio 2020
in Politica
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“Volutamente, abbiamo deciso di abbassare i toni e di limitarci al confronto politico allo scopo di evitare le solite invettive e le sterili strumentalizzazioni da parte di chi, non avendo altre argomentazioni, ricorre ogni volta ad attacchi di natura personale”. Inizia così la nota del Pd di Apricena che risponde alle recenti accuse del sindaco, Antonio Potenza finito nuovamente nell’occhio del ciclone per presunti brogli alle ultime Amministrative.

“Solerti e fumose dichiarazioni del primo cittadino che addita il Pd apricenese di sciacallaggio, mostrando, in questo modo, la sua personale agitazione – scrivono i membri dell’opposizione -. Si tratta, come sempre, di accuse del tutto false ed infondate. Al contrario, se fossero vere, sarebbe oltremodo opportuno rendere pubblica la documentazione da cui risulta che lei, piuttosto che il ‘già assessore’ Augelli, siete stati prosciolti da ogni accusa (riferimento ad un recente blitz di procura e finanzieri, ndr) e che le ipotesi di reato avanzate dalla magistratura inquirente del capoluogo foggiano sono destituite di fondamento, per cui sono state definitivamente archiviate”.

E ancora: “Non le sembra che il perpetuo, monotono, stancante, utilizzo di verbi quale ‘tacere’, ‘sparire’ così come le locuzioni ‘sono ancora vivi’, piuttosto che ‘avete scocciato tutti i cittadini’, usati al solo scopo di gettare discredito su un’altra forza politica, voglia dire non avere il benché minimo rispetto della democrazia e delle idee politiche altrui? Non ritiene – proseguono dal Pd – che ‘cattiveria’ e ‘malignità’ siano aggettivi del tutto fuori luogo nella dialettica politica e che hanno l’unico obiettivo di distogliere l’attenzione dalle indagini tutt’ora in corso?

Non vorremmo sbagliarci, azzardando ipotesi, ma le denunce verso gli amministratori del Pd, spesso riguardanti soltanto ‘presunte diffamazioni’ piuttosto che ‘reati contro la pubblica amministrazione’ e quasi sempre concluse con una archiviazione e/o con l’assoluzione con formula piena (chiesta dal pm!), sono o non sono riconducibili direttamente o indirettamente allo stesso Potenza?”

Per il Pd apricenese, “se le parole hanno ancora un senso, ci piacerebbe sapere in quale passaggio del nostro ultimo comunicato stampa abbiamo utilizzato queste parole: ‘che i cittadini sono tutti dei venduti’. Vogliamo ricordare a noi stessi che anche le ‘denunce anonime’, non avendo ben compreso cosa si intenda per ‘falsa denuncia’, se trovano riscontri obiettivi, portano a conseguenze di natura penale. Quanto all’anonimato – continuano -, le consigliamo di guardare altrove. Noi non ci siamo mai nascosti e di certo se avessimo assistito direttamente a quanto affermato dagli inquirenti avremmo di ciò notiziato la Procura mettendoci la faccia e la firma, come del resto è accaduto più volte nel recente passato. Del resto non abbiamo neanche mai nascosto il nostro disappunto per il suo operato.

Vorremmo anche metterla al corrente – continuano – che vincere le elezioni con un notevole scarto non la esime dal ritenere che la presunta ‘compravendita dei voti’ (come recitano i titoli dei giornali e non i comunicati del Pd) sia una pratica non lecita, passibile di sanzioni.

In ogni caso, abbiamo serie difficoltà a comprendere i continui addebiti, del resto, vertenti sull’operato del vecchio gruppo dirigente, associando situazioni incomparabili come la mera propaganda elettorale, con pratiche che, stando alle ipotesi accusatorie, riguardano la compravendita dei voti. Comportamenti, comunque, del tutto alieni dal costume politico di questo partito e che Lei sicuramente avrebbe denunciato se ne avesse avuto conoscenza. Il resto – concludono – è stantia propaganda politica”.

Tags: Antonio PotenzaApricenapd
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