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Home - Minacce all’autoparco di D’Angelo, avv.Marinelli: “Di Gennaro e Malavolta furono assolti dai fatti contestati”

Minacce all’autoparco di D’Angelo, avv.Marinelli: “Di Gennaro e Malavolta furono assolti dai fatti contestati”

Di Redazione
4 Gennaio 2020
in Cronaca
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Lettera dell’avvocato Luigi Marinelli dopo l’articolo che ricostruiva i precedenti fatti di cronaca riguardanti Roberto D’Angelo detto “Scipione”, venditore di auto foggiano ucciso la sera del 2 gennaio scorso. Il legale precisa alcuni punti relativi ai suoi assistiti, coinvolti nel 2016 in un’operazione di polizia.

Spettabile signor Direttore

spett.le Redazione.

Buongiorno,

sono l’avv. Luigi Marinelli di Torremaggiore, Vi scrivo su richiesta del mio assistito Di Gennaro Luigi e dei suoi parenti affinché, facendo seguito agli articoli pubblicati il 3 gennaio relativamente all’evento di cronaca della morte/uccisione del signor D’Angelo, laddove nel rappresentare eventi pregressi che hanno visto coinvolta la vittima fate riferimento al fatto di cronaca del 2016:

“Vincenzo D’Angelo fu minacciato da personaggi di spicco della mafia foggiana come Rodolfo Bruno, Antonio Salvatore e Alessandro Aprile, il primo (ucciso a novembre 2018) del clan Moretti-Pellegrino-Lanza, gli altri due gravitanti nella batteria Sinesi-Francavilla. I tre, coadiuvati da Cristian Malavolta e Luigi Di Gennaro, rispettivamente di Oggiono e Torremaggiore, furono arrestati con l’accusa di aver costituito un’organizzazione criminale nel tentativo di estorcere denaro a D’Angelo, titolare dell’autoparco in questione”.

(rif. L’Immediato del 3/1/20)

Sarebbe utile e giusto precisare che il Di Gennaro così come il Malavolta furono assolti dai fatti contestati.
In particolare, il gip dottor Protano ad entrambi, a seguito di giudizio abbreviato, riqualificò il fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni art. 393 cp (avendo dimostrato un debito col D’Angelo per rapporti commerciali) e non essendo stata presentata querela da quest’ultimo, ha assolto (529 cpp) il Di Gennaro e il Malavolta per difetto di querela relativamente al primo episodio contestato e (530 cpp) per non aver commesso il fatto relativamente al secondo episodio.
Tale precisazione appare assolutamente necessaria – capirete benissimo il perché – per chi svolge una attività lavorativa e una notizia del genere, posta nei termini di cui all’articolo sopra riportato, potrebbe essere nociva per il buon nome della ditta.
Tanto dovevo, in ragione della vostra nota professionalità e attenzione alle notizie di cronaca riportate sempre con la massima precisione.
A disposizione per ulteriori chiarimenti porgo cordiali saluti.
Avv. Luigi Marinelli
Tags: D'AngeloDi GennaroMalavolta
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