Cciaa, Fabio Porreca al suo ultimo consiglio camerale. “Mai deroghe al principio dell’interesse generale”

Il presidente dimissionario rinvia al mittente tutti i rumors, in particolare quello relativo alla difficoltà di gestione del momento di spending review. Rivendica la sua unicità nel dimettersi da un ruolo che dà visibilità e gratificazioni. E ammette di aver tradito forse la fiducia della nuova segretaria generale, la dottoressa Lorella Padalino.

“Non posso accettare, perché cosa lontana dalla realtà e offensiva per la mia dignità, che qualcuno possa pensare che le mie decisioni siano causate dall’imbarazzo di una fase gestionale, già gestita e serenamente condivisa”. Con due lunghi discorsi nel corso del Consiglio camerale in Camera di Commercio, l’imprenditore della Svicom Fabio Porreca ha ufficializzato le sue dimissioni dalla presidenza dell’Ente, annunciate sui social, una modalità inconsueta e poco istituzionale di cui si è scusato, ma di cui si è giustificato dicendo di voler “evitare che la notizia si diffondesse in maniera distorta”.

Nella prima parte del Consiglio Porreca ha sancito ai consiglieri presenti – assenti i membri di Confindustria e Confesercenti – la natura dei tagli nelle due aziende speciali, Cesan e Lachimer, che pesano sul bilancio per 1 milioni e 80mila euro. L’obiettivo è portare i costi a 830mila euro.

“Qualcuno paventa che si abbia in animo di liquidarle o di chiuderle, non è questo le scenario auspicato perché riteniamo che per due aziende che hanno una loro dimensione, il contenimento del costo sia gestibile senza misure radicali- ha spiegato il presidente dimissionario- ci sono due persone che pesano per 70mila euro che con quota 100 possono pensionarsi. Si può arrivare alla restante somma da contenere con un accordo con le persone. C’è già stato un primo incontro sindacale. Questa azione morbida ma di sacrificio va a buon fine se prevale il buon senso, altrimenti la Cciaa dovrebbe attivare azioni unilaterali. In questi anni abbiamo gestito problematiche vere, come la riforma. Una procedura lunga e complessa, ma oggi abbiamo pieni ranghi e pieno regime. Nessuno può ipotizzare frizioni e complessità rispetto al passato. Abbiamo chiesto un sacrificio anche ai dipendenti camerali, per i quali già era stato ridotto il fondo integrativo. La Camera ha fatto tutto quel che era possibile per contenere i costi. Abbiamo ridotto gli stipendi dei dirigenti, abbiamo tagliato i gettoni, non ci sono rimborsi spese, non ci sono benefit”.

Porreca ha la soddisfazione di chiudere il bilancio con un piccolo utile, pari a 191mila euro. Sul bilancio, come ha illustrato, ancora pesano gli oneri finanziari del mutuo di 10 milioni per la nuova sede, anche rinegoziato di recente, per gli interessi, che sono passati da 500 mila euro a circa 200mila euro.

“È il mio ultimo consiglio camerale. Mi rendo conto che questa decisione ha provocato delusione, non tutti hanno gioito, tradisce la fiducia che mi avevate conferito solo l’anno scorso. Non avevo in animo di dimettermi, per me è stato un lusso, un privilegio potermi dedicare 6 anni alla Camera di Commercio. Ho trascurato la mia azienda, le evoluzioni del mercato mi portano a stare molto fuori da Foggia, passo gran parte del mio tempo a Milano. Ci sono presidenti camerali che riescono a gestire le Camere conciliandole con loro lavoro, io non saprei farlo, non saprei fare il presidente in una maniera diversa da questa”, ha aggiunto illustrando le sue scelte.

Rinvia al mittente tutti i rumors, in particolare quello relativo alla difficoltà di gestione del momento di spending review. Rivendica la sua unicità nel dimettersi da un ruolo che dà visibilità e gratificazioni. E ammette di aver tradito forse la fiducia della nuova segretaria generale, la dottoressa Lorella Padalino.

“Qual è il più grande risultato che mi attribuisco? Quello di aver condotto senza mai derogare al principio di perseguire il bene e l’interesse generale. Questo è molto significativo in questo territorio. È il vero contributo di esempio che penso di aver dato. Non so se molti si ispireranno a questo esempio ed è la cosa di cui vado più orgoglioso. Le dimissioni sono un rafforzamento dell’approccio di conduzione di questo ruolo”.

“Credibilità impegno ed unità”, le sue parole d’ordine per l’Ente diretto negli ultimi 6 anni. “Samo riusciti a governare la Camera uniti. Spero che il sistema della rappresentanza continuerà su questo solco, con nobiltà di gestione. L’invito è a non far prevalere le divisioni, non ce n’è bisogno né utilità. Ho percepito stima, affetto ed aspettative. Le imprese qui in Cciaa possono contare sulla parte sana della pubblica amministrazione che non sempre ha la giusta gratificazione. Molti di loro mi piacerebbe averli nella mia azienda”.

Non si è ritratto neppure sull’affaire Gal Meridaunia, unico momento del suo discorso in cui Porreca ha tradito un po’ di nervosismo. “C’era una guida, è giusto cambiarla dopo 19 anni. Nel 2013 qualcuno titolò un alieno in Camera di Commercio. Bene, spero che il titolo oggi sia un alieno lascia la Camera di commercio”.

Le dimissioni sono state subito protocollate, il vicepresidente Filippo Schiavone traghetterà l’Ente fino al 30 dicembre, data del prossimo consiglio e della elezione del nuovo presidente, che a meno di scontri e veti dovrebbe essere l’imprenditore sipontino Damiano Gelsomino, numero uno di Confcommercio.