“La Puglia ha ceduto al provincialismo, serve innovazione vera”. Elena Gentile lancia da Foggia la sfida a Emiliano

L’ex parlamentare europeo: “Ci sono 110 miliardi per transizione ambientale, problemi della Puglia, a cominciare dall’Ilva, si risolvono a Bruxelles”

“Cuore e anima” sono mancati in questi anni di Governo Emiliano, secondo Elena Gentile che si candida alle elezioni Primarie del centrosinistra del prossimo 12 gennaio. È questo il suo slogan: “cuore e anima per la Puglia”. In una conferenza fiume al point di Peppe Zullo di Via Dante a Foggia, scelto proprio a simbolo delle eccellenze della terra e del fallimento del PSR, Gentile ha criticato duramente “l’autocelebrazione spot fine a se stessa” del Governatore Michele Emiliano, che “non ha dato nessuna risposta per il territorio”.
C’è stato “un atteggiamento di disaffezione della politica nel quotidiano da parte di chi ha governato in questi 5 anni”. Nei rifiuti e in tantissimi altri temi, che la politica ha snocciolato.

“Sono la candidata dell’anima bella di questa Regione. Il gregge di Emiliano appare numeroso, ma in giro c’è molta delusione, il PD ha pochi numeri. Chi sono i civici? Sono i transumanti. Ho fiducia negli uomini e nelle donne pugliesi. Ho una visione che molti non hanno, mi aspetto una sorpresa. Mi direte sono che sono presuntuosa, ma giro la Puglia, vado nei mercati, negli ospedali, vedo ragazzi e ragazze e se loro intercettano nella mia visione l’ambizione di essere protagonisti per me è motivo di orgoglio. Siamo chiusi dentro un provincialismo e un campanilismo che non servono più. Non ci lamentiamo se i nostri giovani vanno via”.

È la donna di Bruxelles e l’assessora al welfare che “Emiliano ha distrutto mettendo le mani ad un sistema che aveva tolto i servizi nel circuito sanitario”. Gentile cita il Ristorante Buo’ di Bari, dove a servire ai tavoli sono dei ragazzi diversamente abili, che consumano meno farmaci. “È un piccolo grande miracolo che la Puglia deve continuare a fare. Mi rifiuto di pensare che rientrino nelle strutture sanitarie”, ha specificato.
“Ho voluto fortemente le Primarie, la grande stagione di Vendola è iniziata con le Primarie. La mia storia è trasparente, dai primi vagiti ho assunto posizioni critiche dentro il centrosinistra e nel mio partito. Occorre uno sforzo comune e corale, si può fare di più, molto di più. Si deve girare un po’ di meno, meno panzerotti e qualche birra Peroni in meno”.
Elena Gentile fa l’esempio, anche a l’Immediato, virtuoso di Antonio Decaro, che ha vissuto gran parte del suo tempo a Roma, nei palazzi del Governo.

“Foggia è segnata dalla storia dello scioglimento di amministrazioni importanti. Chi volete che venga ad investire dove Comuni importanti sono stati sciolti e fioccano le interdittive antimafia?  Una città che va in delirio per una ruota. Abbiamo fatto la città di Babbo Natale, va bene a Candela, non a Foggia. Siamo provinciali, siamo inadeguati a rilanciare la sfida del futuro”.
Secondo lei, una regione “come la Puglia non si governa dal lungomare Nazario Sauro, ma da Roma e da Bruxelles”.
“Non si può decidere di chiudere un pronto soccorso sulla base degli accessi, come a Vieste. Bisogna chiedere ai Ministri competenti.
Bisogna dire no all’autonomia differenziata, che non riconosce le profonde diseguaglianze e non modifica quell’algoritmo che discrimina il Sud nell’assegnazione dei fondi. A Lucera avevamo costruito un’idea di contenitore sanitario e ora la rete dell’emergenza urgenza è stata stravolta. Non basta avere 5 ministri del Mezzogiorno per avere una politica del Mezzogiorno. Occorre riaprire un dibattito importante con le forze politiche, l’Europa ci costringe a cambiare volto all’idea di sviluppo”.
Il mattone non vale più niente e anche il piano casa di Emiliano rischia di essere un flop.

“I pugliesi che guardano al centrosinistra ci riserveranno delle sorprese nel perimetro della coalizione. Chi vota per me fa una scelta di radicalità contro i luoghi comuni e una visione mediocre”.
Netta sugli altri due competitors.
“Palmisano lo conosco quasi da 15 anni, da quando era un bambino. Non si può dare la Regione ad un pilota di primo pelo, dovrà crescere. Quest’esperienza lo ha esposto ad una platea importante, ma i temi di Palmisano sono storicamente anche i miei, gli alberghi diffusi sono i miei. I temi di Leo sono un pezzo della mia visione. Io sono l’esatto opposto di Amati, rivendico una sensibilità politica che lui non ha. Non lo sentirete mai parlare di welfare e donne, ma solo di piano casa, piani volumetrici, capannoni da ristrutturare, casali da rivedere a livello volumetrico. La sua è un’idea che risponde ad una domanda particolare, io lavoro affinché quella domanda si evolva. Amati ha sostenuto la sua visione sulle strutture. Ripagnola è la cartina di tornasole delle politiche che Amati ha in testa”.

Su questo tema Elena Gentile ha ricordato anche l’affaire del Parco del Gargano. “Dobbiamo denunciare con forza il tentativo del presidente del Parco di smantellare l’Oasi Lago Salso, è una vergogna. Perché razionalizzare la bellezza naturale: cosa c’è sotto? I turisti del Nord Europa cercano queste cose: la natura. Dobbiamo piantare la bandiera lì e a Bosco Isola, dobbiamo proteggere questi luoghi da possibili incursioni immobiliari”
Gentile rivendica gli investimenti del nuovo Deu a Foggia. “Quel building è un nostro investimento”.
Zero politiche per il lavoro da Emiliano, ha continuato, “solo misure assistenziali come il Red che è stato un fallimento perché non è stato accolto dalle imprese”. “30 milioni di euro erano stati iscritti alle politiche delle donne, derubricate nelle politiche di conciliazione. Siamo riusciti ad avere quel 20 per cento dei posti nido solo dalla vecchia programmazione. Più spazi di occupazione alle donne significa aumentare il PIL. L’immigrazione è il grande tema di questa regione: i ragazzi vanno via. Per questo serve un grande spazio per le politiche attive del lavoro. Anche la formazione è stato un buco nero di questi 5 anni”. Critiche sul tema del concorsone unico.

Sul finale ha lanciato anche una notizia che sarà il suo tormentone della campagna elettorale: il Gino Lisa.
“Non voglio sembrare una Cassandra di turno, ma questa storia non è cominciata bene e temo finirà male. L’escamotage della interventi pubblici non economici ha chiuso il Gino Lisa nell’intervento sulla protezione civile. C’è una buona dose di propaganda”, ha osservato citando invece il caso di Ancona che ha puntato sullo scalo merci. “Ho paura che nessun vettore volerà dal Gino Lisa”.

Chiusura su leggi e Cis.
“La prima legge che farò sarà limitare la GdO, questo significa che il commercio di prossimità, dobbiamo mettere in campo misure che possano spostare l’attenzione dalla grande distribuzione al commercio. La fiera al ribasso sul costo dell’olio è vergognosa. Sui Cis avrei imposto la definizione del tema idrico ed elettrico della terra. Siamo a rischio desertificazione. A cosa mi serve l’impollinazione di piccoli finanziamenti?”.





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