10 anni di carcere più altri 5 in una Rems, condannato l’assassino di Vasyl. L’infermità mentale era solo parziale

La decisione del giudice su Rosario Giuseppe Marano, il 67enne agricoltore di Ascoli Satriano che uccise Yenatiuk. L’avvocato delle parti civili ora attacca i medici che diedero l’ok al porto d’armi

Dieci anni di carcere più cinque in una Rems, ex ospedale psichiatrico. Questa la sentenza resa dal gup di Foggia Dello Iacovo nel processo all’assassino di Vasyl Yenatiuk. Il giudice ha accolto la tesi del pm Galli e delle parti civili (tutti i parenti della vittima), ritenendo che al momento del fatto Rosario Giuseppe Marano, il 67enne agricoltore di Ascoli Satriano, fosse parzialmente incapace di intendere e volere.

È quindi accaduto quello che il codice prevede, ma che nella realtà è piuttosto raro, cioè il giudice ha smentito il suo stesso perito, il noto psichiatra forense e docente universitario Roberto Catanesi, che invece aveva sostenuto la totale infermità di Marano e quindi di conseguenza la sua assoluzione per i delitti commessi (l’omicidio di Vasyl Yenatiuk e il tentato omicidio della madre di questi Rayssa Yenatiuk). Il pm Galli con una lunga ed appassionata discussione aveva duramente contestato le conclusioni del perito e il giudice ha evidentemente dato ragione all’accusa, anche se la Procura chiedeva 20 anni.

Michele Sodrio

“Sono soddisfatto dell’esito del processo – ha commentato Michele Sodrio, avvocato parti civili -, anche se credo che Marano meriti una pena detentiva maggiore. Però è importante e positivo per noi e per la Giustizia che non sia stato considerato totalmente incapace, perché in questo caso sarebbe stato mandato del tutto assolto. Condivido anche la misura disposta dal giudice dopo l’espiazione della pena e cioè il ricovero coatto per 5 anni in una REMS (le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari) perchè anche quando uscirà dal carcere Marano resterà un soggetto estremamente pericoloso per la società. In accoglimento delle nostre richieste, il giudice ha anche stabilito delle pesanti provvisionali (anticipi sui risarcimenti) immediatamente esecutive a favore delle parti civili e si è dato 90 giorni per le motivazioni. Ho già verificato che Marano è proprietario di diversi beni immobili ad Ascoli Satriano – ha aggiunto Sodrio -, quindi procederò subito con il pignoramento di questi beni. Ora però riprende la nostra battaglia nei confronti dei due medici che avevano permesso a Marano di avere il porto d’armi, anche se era affetto da anni da gravissime turbe psichiche ed era un semi-alcolizzato. Quei medici (uno il medico curante dell’omicida e l’altro un medico militare del Policlinico Militare di Roma) hanno attestato il falso e solo grazie ai loro falsi certificati l’omicida era in possesso di un autentico arsenale, tra cui anche la pistola con cui ha ucciso Vasyl. Questo per il nostro codice penale li rende corresponsabili (sul piano colposo) del delitto commesso da Marano. Di questo siamo convinti ed andremo fino in fondo per avere giustizia anche contro questi due medici, perchè siamo convinti – ha concluso l’avvocato – che senza la loro grave negligenza oggi Vasyl sarebbe ancora vivo”.