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Home - Ucciso senza pietà, famiglia chiede giustizia. “Killer aveva porto d’armi nonostante chiari segni di follia”

Ucciso senza pietà, famiglia chiede giustizia. “Killer aveva porto d’armi nonostante chiari segni di follia”

Di Redazione
15 Gennaio 2019
in Cronaca
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Svolta giudiziaria per il caso dell’omicidio di Yenatiuk Vasyl, 34enne morto ammazzato in un casolare di Ascoli Satriano il 7 agosto 2018. Il bracciante agricolo di nazionalità ucraina fu ucciso a colpi di pistola nella propria abitazione. Anche la madre della vittima, sempre ucraina, classe ’58 rimase ferita. Un uomo Rosario Giuseppe Marano, coetaneo della vittima, venne subito arrestato dai carabinieri.

Io difendo le parti civili, costituite dalla moglie Alla, dal figlio di 8 anni Andrei e dalla madre (a sua volta vittima di tentato omicidio) Rayisa detta Marina. È stato fissato il giudizio immediato davanti alla Corte d’Assise di Foggia per il prossimo 11 marzo. Per questa vicenda, il pm ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato in quanto le prove sarebbero incontestabili.

A parlarne è l’avvocato Michele Sodrio, legale della moglie della vittima, la giovane Alla, del figlioletto Andrei di 8 anni e della madre del 34enne, la signora Rayisa detta Marina. “Marano ha ucciso un giovane padre di famiglia – spiega Sodrio –, peraltro figlio della sua convivente, senza alcun motivo plausibile, tanto che ancora oggi le mie clienti si chiedono tra le lacrime “perchè l’ha fatto?”. Vasyl era un ragazzo gioviale, affettuoso, gran lavoratore e che si trovava bene qui in Italia, dove viveva con moglie e figlio già da qualche anno. È stato ucciso senza pietà e senza motivo. Mi lascia perplesso il fatto che la Procura della Repubblica – pm Galli abbia deciso di non procedere contro quei medici che avevano rilasciato dei falsi certificati di idoneità psichiatrica al Marano, grazie ai quali aveva ottenuto la restituzione del porto d’armi e della pistola, con la quale ha poi ucciso Vasyl Yenatiuk”.

E ancora: “Uno di questi certificati se lo era addirittura procurato presso il policlinico militare di Roma, pur non avendo mai lasciato Ascoli Satriano. L’imputato aveva anche subito in passato dei ricoveri presso ospedali psichiatrici ed aveva dato chiari segni di follia. Ciò nonostante gli vennero restituiti porto d’armi e pistole (in casa aveva un piccolo arsenale). Nei prossimi giorni studierò con attenzione gli atti d’indagine, che ancora non ho in modo completo e decideremo quindi il da farsi, ma resto convinto che quei medici infedeli debbano essere chiamati a rispondere per le loro responsabilità. Hanno consentito ad una persona pericolosa e mentalmente disturbata di riavere le armi, a causa delle quali è stata portata via la vita di un giovane padre di famiglia. Non ci basta che vada sotto processo il solo Marano, vi sono anche altri che devono rispondere di questo assurdo delitto. La battaglia delle parti civili sarà portata avanti con questo obiettivo”.

Tags: Ascoli SatrianoFoggiaOmicidioVasyl
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