Il foggiano Michele Cobuzzi, giovane prodigio della cucina. Dopo Gordon Ramsay ecco l’approdo a SKY

Il cuoco protagonista di “Parola di chef” su Gambero rosso. In onda il prossimo 21 novembre alle ore 19.00, canale 412

Michele Cobuzzi protagonista di “Parola di chef” su Gambero rosso. In onda il prossimo 21 novembre alle ore 19.00, canale 412 Sky. Cobuzzi è da due anni lo chef del ristorante “Olio cucina fresca” Milano, un locale dall’anima pugliese.

Diplomato alla scuola alberghiera “L. Einaudi” di Foggia nel 2008, già prima del diploma ha lavorato in alcuni ristoranti della zona come “Corte Corona” dove per la prima volta “ho messo piede in una cucina e grazie agli insegnamenti del direttore Raffaele Di Francesco capii subito che era la strada giusta”, spiega a l’Immediato.

“Dall’estate successiva andai in Trentino – ricorda -, poi in Valtellina, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Emilia Romagna. All’età di 21 anni decisi di puntare sull’alta ristorazione e nuovamente andai in Sicilia presso il Grand Hotel Timeo (nuova stella Michelin 2020) e successivamente a Castel Monastero, ristorante guidato dallo chef Nello Cassese con la consulenza del pluristellato Gordon Ramsay“.

Successivamente l’esperienza con lo chef Bracali (2 stelle Michelin), prima per un breve periodo nell’omonimo ristorante e successivamente al “Borgo San Felice”.

Poi al ristorante “Il luogo di Aimo e Nadia” dopo uno stage al ristorante di Angelo Sabatelli dove, nonostante il breve periodo, “appresi molto della sua filosofia e del modo di fare ristorazione di alto livello utilizzando quasi tutti prodotti regionali (anche qui si parla di un 2 stelle Michelin). Arrivato al ristorante “Il luogo di Aimo e Nadia”, “Alessandro Negrini e Fabio Pisani, chef e titolari, mi hanno trasmesso una cultura culinaria ormai persa e purtroppo poco considerata dai giovani chef di oggi – dice -. L’ultima esperienza, la più importante, è stata all’Enoteca Pinchiorri. Pilastro della ristorazione italiana e vanto dove ho avuto la fortuna di lavorare con Riccardo Monco e Alessandro della Tommasina: due fantastici esempi”.