L’addio di Fiore alla Lega: “Partito perde pezzi e idee. A Foggia non ha più struttura”

Dopo la dolorosa scelta, inizia a guardarsi intorno: “Sono stato chiamato da tanti, non dalla sinistra, lo sanno che la mia casacca è di destra”

Indipendente, ma resta nel centrodestra. Alfonso Fiore ha ufficializzato oggi la sua dolorosa scelta: esce dalla Lega dopo esservi entrato tra i primi in provincia di Foggia.
“Sono stato chiamato da tanti, non dalla sinistra, lo sanno che la mia casacca è di destra. Sono stato chiamato da altri partiti, dai Fratelli d’Italia,
Forza Italia, i Liberali. Sto valutando con Toti“.
Tanti gli elettori e supporter del suo movimento. “Loro mi hanno dato ragione – spiega a l’Immediato – uscire dalla Lega oggi non è facile. Nel 2017 li ho costretti ad entrare nella Lega, quando era al 3. Sono stato fiero di aver fatto questo percorso, ma dal 26 maggio tutto è cambiato”.

E ora come vivrà la maggioranza Landella? “Il mio rapporto è diretto col sindaco. L’unica cosa che chiederò è la verifica politica della Giunta. La Lega ha due assessori, decisamente troppi per una forza politica che ha perso tutti e tre i suoi eletti principali, voglio ricordare che gli altri sono entrati col premio di maggioranza di Franco Landella. In questo momento voglio essere indipendente”.

Non ha rimpianti. “La Lega a Foggia non ha più struttura. Salvatore De Martino è salito sul carro dei vincitori solo dopo il 4 marzo, i primi tre sono andati via. Hanno perso la metà dei voti. Quale struttura ha? Hanno perso i giovani di Foggia e della provincia. Stanno uscendo in tanti comuni, ha perso il sindaco di Apricena, che Luigi D’Eramo non considera come leghista. È un partito che perde pezzi ed idee”.



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