Rush finale per la giunta di Foggia. Iaccarino presidente del consiglio, out Morese? Gli incastri con la Provincia

Il primo cittadino non può rinunciare a moltissimi nomi forti della sua squadra, che sono stati al suo fianco in modo determinante in campagna elettorale. Troppe litigiosità tra i leghisti

Finiscono domani per il sindaco di Foggia Franco Landella gli incontri bilaterali con i partiti per arrivare alla definizione della nuova Giunta. Come abbiamo scritto abbondantemente, ci saranno moltissime riconferme.

Proviamo a fare un breve riepilogo. Il primo cittadino non può rinunciare a moltissimi nomi forti della sua squadra, che sono stati al suo fianco in modo determinante in campagna elettorale. I sicuri sono: Sergio Cangelli al Contenzioso in quota Foggia Vince, Anna Paola Giuliani alla Cultura per DestinAzione Comune, Claudio Amorese alle Attività Produttive in quota Forza Italia in virtù del risultato del suocero Bruno Longo, Claudia Lioia, esterna ai Servizi Sociali, ma pure azzurra e Antonio Bove.

Per gli azzurri dovrebbe essere quasi certo l’ingresso della vocalist e moglie di Fausto Leali, Germana Schena per Forza Italia ai Grandi Eventi, supportata dal grande elettore, l’imprenditore Matteo La Torre.

È a rischio forse solo Francesco Morese, che potrebbe decidere di stare in aula, dal momento che con la sua nomina la lista civica landelliana sarebbe favorita rispetto ad altri contenitori politici. L’Udc non ha ancora scelto, ma salgono le quotazioni di Francesco D’Innocenzio, segretario e storico collaboratore del consigliere regionale Napi Cera.

La presidenza del Consiglio, per i patti delle Primarie quasi certamente dovrebbe andare a Leo Iaccarino, che a Bari l’ha spuntata sul leghista Max Di Fonso, primo degli eletti della città. Le eccessive richieste della Lega si infrangono di fronte alla altrettanto eccessiva litigiosità del partito.

Resta ferma anche la volontà di Landella di rispettare i patti, con la nomina del vicesindaco leghista Luigi Miranda, a cui dovrebbero andare le deleghe Sicurezza e Annona. Nella Lega dovrebbe entrare almeno un eletto, per far scattare sin da subito il primo dei non eletti Paolino La Torre.

Su questo punto ci sono non pochi scontri. Anche il presidente della Provincia Nicola Gatta sta ancora temporeggiando nell’assegnazione delle deleghe proprio per attendere la sorte dei due consiglieri leghisti, La Torre appunto e Raimondo Ursitti.

La riforma Delrio sulla questione è poco chiara. Secondo alcune interpretazioni, come è già accaduto ai tempi di Francesco Miglio e del segretario Filippo Re, Gatta avrebbe già potuto far decadere i due, pescando con la surroga nella lista leghista provinciale. Ma il sindaco di Candela ha scelto di aspettare la proclamazione degli eletti al Comune di Foggia: è proprio questo il nodo. Se Landella non varerà la Giunta prima della proclamazione, salvando così i due consiglieri di secondo livello facendoli scattare nell’assise foggiana (sempre che tra i 5 consiglieri salviniani i sia trovato qualcuno dopo settimane di rovelli, disposto a “sacrificarsi” nel ruolo assessorile), i due leghisti decadranno. Una nomina giuntale, fatta anche solo un minuto dopo la proclamazione, per loro, potrebbe essere fatale.

Nel frattempo, in attesa di sapere il loro destino, in Provincia si è anche approvato il bilancio, con i due leghisti assenti. Non mancano i mugugni, anche tra i civici, con una battagliera Angela Lombardi, che scalpita per la delega al Turismo. C’è chi teme che Gatta, pur di governare in solitaria, possa aspettare dopo Foggia, anche l’esito delle commissioni prefettizie a Cerignola e a Manfredonia, per capire se ci sarà oppure no Maria Grazia Campo del Pd.

Tornando al Comune, è certa la riconferma di Erminia Roberto, non si sa ancora a quale delega. Si avranno sorprese solo all’Urbanistica, dove qualcuno spinge per l’architetto Virginio Stanziale, e al Bilancio.