Trombe d’aria e alluvioni, provincia di Foggia preda del maltempo. Due miliardi di danni per l’agricoltura pugliese in dieci anni

Ondata di maltempo in Puglia, che si manifesta con una tendenza alla tropicalizzazione e una più elevata frequenza di manifestazioni violente

Due trombe d’aria hanno spazzato via produzioni e sradicato alberi a Fasano in provincia di Brindisi e tra San Severo e San Marco in Lamis in provincia di Foggia, oltre all’alluvione che ha creato vere e proprie cascate d’acqua a San Giovanni Rotondo. E’ il bilancio dell’ultima ondata di maltempo, segnala Coldiretti Puglia, che si manifesta con una tendenza alla tropicalizzazione e una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 2 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola regionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

“E’ da rivedere a fondo il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi ma anche il meccanismo assicurativo”, ribadisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Solo ad aprile sono stati 3 i tornado in Puglia, a Monopoli in provincia di Bari, Brindisi e Marina di Mancaversa in provincia di Lecce, 4 trombe d’aria su Bari e provincia,  Sava, Manduria, San Pietro in Bevagna e a maggio sono stati 11 i violenti fenomeni di grandine grossa a Ginosa, Castellaneta Marina, Palagiano, Mottola, Castellaneta, Fragagnano, San Marzano di San Giuseppe, Guagnano, Salice Salentino, Poggiardo, Sternatia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia su dati ESWD, l’anagrafe europea degli eventi meteo estremi, sul clima pazzo che ha caratterizzato la maledetta primavera 2019, iniziata a marzo con temperature massime in Puglia superiori di 5 gradi rispetto al mese precedente, secondo i dati UCEA, che hanno fatto fiorire mandorli, albicocchi e peschi, con la maturazione contemporanea degli ortaggi e le primizie di fave e piselli, e proseguita fino a giugno con l’alternarsi di bombe d’acqua, raffiche di vento fino a 120 chilometri orari, grandinate killer e piogge quotidiane che hanno spazzato le campagne di Puglia, danneggiando tendoni, teli, strutture e produzioni agricole.

Le grandinate killer si sono avvicendate tra aprile, maggio e i primi giorni di giugno, violente anche se con chicchi di dimensioni medie, a Crispiano, Grottaglie, Martina Franca, Castellaneta, Castellaneta Marina, Ginosa, Ginosa Marina, Palagiano, Palagianello, Mottola, Torricella, Maruggio, in provincia di Lecce di Campi Salentina, Nardò, Salice Salentino e Guagnano, in provincia di Bari ad Alberobello, Gioia del Colle, Bitetto, Bitritto, Conversano, Turi, Monopoli, Grumo Appula, Monteroni, Galatina, Sternatia, Poggiardo, Surano, Ruffano, Parabita e Matino. A luglio – prosegue Coldiretti Puglia – il caldo torrido ha determinato lo shock termico per le colture in pieno campo, nelle serre e nei frutteti.

“Purtroppo, rispetto alle assicurazioni i dati della Puglia sono al di sotto della media in termini di valori assicurati rispetto alle potenzialità della regione, ma nella media in termini di costi per gli agricoltori, con 3,4 milioni di premi pagati in media, al netto del contributo pubblico nel 2018, a fronte di oltre 10 milioni di risarcimenti pagati dalle compagnie”, precisa il presidente Muraglia. “Dovrebbero essere maggiormente agevolate e diffuse polizze di area – insiste il presidente Muraglia – che costano meno, perché riducono i costi di valutazione dei danni, utilizzando strumenti tecnologicamente avanzati, come rilevazioni satellitari, modelli matematici, ecc.) quindi applicando indici di danno e di produzione riducono i costi assicurativi rendendo più convenienti le coperture”.

Inoltre è indispensabile una capillare azione di informazione e comunicazione poiché i dati riferiti – aggiunge Coldiretti Puglia – mostrano come il mancato ricorso a questi strumenti di difesa del reddito a fronte dei cambiamenti climatici è una grande occasione persa per le imprese agricole pugliesi.

“Dovrebbe essere prevista la possibilità di sospensione anche delle rate dovute per l’acquisto dei terreni con intervento di ISMEA, considerando in particolare la situazione legata al ripetersi di eventi dannosi sulla stessa azienda, garanzie agevolate sempre tramite ISMEA per le imprese danneggiate da eventi atmosferici, anche per facilitare l’utilizzo delle misure creditizie già previste, come la proroga delle scadenze dei mutui e le erogazioni di mutui agevolati”, conclude il presidente Muraglia.

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