Coldiretti Puglia, 31 litri di birra all’anno per gli adulti. Cresce quella agricola, top per gusto ed innovazione

Le province di Bari e Lecce guidano la classifica regionale dei microbirrifici. Da Foggia con 14 birrifici, Taranto 13 e Brindisi 4

“I microbirrifici in Puglia stanno sfiorando quota 100, con le province di Bari e Lecce che guidano la classifica regionale delle aree dove l’attività birraria ha preso piede, con rispettivamente 32 e 26 aziende, seguite da Foggia con 14 birrifici, Taranto 13 e Brindisi 4. La nuova tendenza è la ‘birra agricola’, un prodotto sempre più ‘smart’ inventato dalle aziende agricole pugliesi, che se la gioca bene sul fronte del gusto e dell’innovazione, come la birra al carciofo a Brindisi, la birra di grano ‘Cappelli’ a Corato, la birra di fichi a Mariotto, piuttosto che la birra alla canapa made in Conversano”, spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, in occasione dell’apertura a Roma del primo “Salone della birra agricola” per la nascita del Consorzio per la tutela e la promozione della birra artigianale italiana.

In Puglia il consumo quotidiano di birra riguarda il 5,2% dei residenti, taglia trasversalmente tutta la popolazione, secondo una analisi di Coldiretti Puglia sulla base dei dati Istat sui consumi di birra, perché a seconda che sia bionda, rossa o scura è gradita da giovani e meno giovani, uomini e donne, qualunque sia la professione, è meno amata solo dalle casalinghe.

“Oltre a dare un contributo utile all’economia, la birra artigianale rappresenta anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35 – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – che risultano i più attivi nel settore con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell’origine a chilometro zero al legame diretto con le aziende agricole, ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i “brewpub” o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica”.

“Mai così tanta birra italiana è stata bevuta all’estero dove fa registrare un balzo delle bottiglie esportate del +33% nel 2019 mettendo a segno un record storico, fa sapere Coldiretti. Il Made in Italy vola proprio in quei Paesi per i quali la birra è una specie di tradizionale nazionale: dai pub del Regno Unito, dove finisce quasi la metà dell’export italiano, che hanno aumentato il loro consumo di quasi il 25% nel primo trimestre del 2019 a quelli della vicina Irlanda dove gli acquisti di birra sono più che raddoppiati (+114%) come in Germania (+113,5%), dagli Stati Uniti che sono il secondo importatore dopo la Gran Bretagna e sono cresciuti di oltre il 36% ai veri e propri record in Spagna dove la “cerveza” italiana è triplicata o in Olanda dove è addirittura quintuplicata, ma volano anche paesi del nord Europa come la Norvegia che sfiora l’80% di crescita. La birra – sottolinea Coldiretti – piace a quasi la metà degli adulti con un consumo pro capite medio di 31,8 litri all’anno, il più alto sempre di sempre con una spesa totale delle famiglie che nel 2018 si stima raggiungerà per la prima volta il miliardo di euro se sarà mantenuto il trend di crescita del primo semestre”.

E ancora. “Il consumo – spiega Coldiretti – è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole con la ricerca di varietà particolari e una produzione artigianale Made in Italy, una voglia di gusto che è andata di pari passo – spiega Coldiretti – con il boom dei birrifici artigianali, quadruplicati negli ultimi dieci anni, passando da poco più di 200 a oltre 860 fra brew pub, dove è anche possibile consumare sul posto la birra prodotta e micro birrifici di cui 1 su 4 agricolo con 55 milioni di litri prodotti. Stanno nascendo anche nuove figure professionali – aggiunge Coldiretti – come il sommelier delle birra che conosce i fondamentali storici dei vari stili di birre ed è capace di interpretarne, tramite opportune tecniche di osservazione e degustazione, i caratteri principali di stile, gusto, composizione, colore, corpo, sentori a naso e palato e individuarne gli eventuali difetti, oltre a suggerire gli abbinamenti ideali delle diverse tipologie di birra con primi piatti, carne o pesce e anche con i dolci. La birra è sempre più bevanda di degustazione con richiami al territorio e al Made in Italy, due caratteristiche evocate, non sempre a proposito – conclude la Coldiretti – da etichette e pubblicità anche dai grandi marchi industriali”.