Ballottaggio Foggia, rush finale tra Landella e Cavaliere. Accuse di De Cata a Buono

Tempo di confronti tra i due sfidanti alla poltrona di sindaco. Appuntamenti in piazza e tv mentre esplode polemica nella lista “Foggia in testa”

Si affilano le armi per il ballottaggio a Foggia. Sono previsti numerosi incontri televisivi tra Franco Landella e Pippo Cavaliere, il primo questa sera a Teledauna e poi a seguire tutte le altre emittenti.

Mentre infuria la polemica sul Piano Sociale di Zona, sul quale ha molto lavorato un candidato consigliere che potrebbe scattare con la vittoria del centrosinistra, Massi Arena, i vari schieramenti si organizzano per tentare di portare le loro truppe nuovamente al voto domenica 9 giugno. Non sarà facile, il clima dovrebbe regalare ai foggiani la prima vera domenica di mare. In queste ore i vari candidati che rischiano l’elezione si stanno molto mobilitando. La lista Senso Civico ispirata dall’assessore Leo Di Gioia, un po’ sonnacchiosa al primo turno, ha trovato vigore in questo ballottaggio. Sia Antonio De Sabato che Dauno Morlino stanno organizzando molte iniziative con Pippo Cavaliere. Il responsabile del Caf e figlio d’arte De Sabato vuole aprire un focus su Arpinova, dove gli agricoltori lamentano un abbassamento delle falde acquifere e gli annosi problemi relativi al campo rom presente nei pressi della scuola a Tor di Lama.

A destra, si è rivisto in centro ieri sera al comitato anche il king maker Massimino Di Donna, ma in questa tornata elettorale le grandi convention, un tempo marchio di fabbrica di Franco Landella, sono affidate al centrosinistra tarquiniano, che si vedrà questa sera all’International.

Nel centrosinistra è atteso il Governatore Michele Emiliano per Pippo Cavaliere, con lui potrebbero esserci anche Decaro e Salvemini, eletti al primo turno a Bari e a Lecce. Ma alcuni maggiorenti del Pd sono scettici: “Possiamo far venire anche i sindaci più belli e bravi d’Italia, ma siamo poco presenti nei quartieri popolari, Pippo non entra”, osserva a l’Immediato un dirigente di vertice, forse troppo ansioso.

La missione nei giorni che mancano al voto è quella di scalfire il carisma di Franco Landella nelle periferie, dove in tutte le sezioni ha quasi doppiato il centrosinistra extralarge. Cavaliere partirà in camper per dei “comizietti”, come sono stati chiamati, al Cep e al Candelaro.

Nel centrodestra sono tutti mobilitati, nessuno escluso. Anche nella Lega pare esservi una rinnovata ed insolita compattezza, sbaragliate le divisioni tra caroppiani e casanoviani. Tutti voteranno per Franco Landella, sebbene non manchino i malumori, nella compagna di ticket Liiliana Iadarola, che ieri non si è presentata alla festa del campionissimo Massimiliano Di Fonso all’Happy Casa.

Resta l’incognita del voto pentastellato. Secondo gli osservatori a Foggia l’elettorato cinquestelle potrebbe privilegiare Cavaliere, laddove invece i più puri grillini dovrebbero rimanere a casa o andare al mare.

È più mediatico che elettorale l’apparentamento tra Cavaliere, Giuseppe Pertosa e Giuseppe Mainiero, dal momento che, come spiegano gli azzurri, le liste di entrambi sono state già svuotate da Franco Landella. “I candidati di Pertosa e Mainiero non votano Pd”, osserva Consalvo Di Pasqua, che cita il caso di Alfonso Buono e con i suoi oltre 900 voti in Forza Italia deve spingere se vuole essere eletto.

Sull’argomento Buono interviene Loredana De Cata, candidata in Foggia in Testa e in ticket con Buono, che smentisce alla nostra testata web la posizione del primo classificato dello schieramento di Mainiero. Come già accaduto con Luigi Miranda e Valerio Vinelli, anche Buono si dissocia perché il suo candidato sindaco non ha pensato alla lista e alla squadra, se è vero che Jenny Moffa ha già pronto un suo posto in Giunta con la vittoria di Cavaliere.

Ecco che cosa scrive De Cata.

“Sono stata orgogliosa e lo sono ancora di aver sposato il progetto di Giuseppe Mainiero. Da subito il suo programma è diventato anche il mio, soprattutto ho accolto con entusiasmo il suo voler stravolgere i servizi sociali e il voler istituire un assessorato alla disabilità o una delega assessorile. Iniziata la campagna elettorale e presso il comitato di via Gramsci conosco i miei compagni di viaggio (conoscevo solo Mainiero e Moffa)  tra questi Alfonso Buono. Dopo qualche giorno, una persona vicino ad Alfonso Buono che lo sosteneva come candidato consigliere, il dottor Nicola Ferraro, mi ha chiesto di far abbinamento con lui per il voto di genere, perché a suo avviso avevamo grandi potenzialità. Tutti e due dediti al sociale, lui per l’emergenza abitativa, io per la disabilità essendo paraplegica e con un bambino gravemente disabile per problemi alla nascita. Inizia la nostra collaborazione, Buono tutti i giorni mi dice che si sta facendo un ottimo lavoro, che il mio impegno è prezioso per lui, che la sua casa (il comitato pagato da Giuseppe Mainiero) era la mia casa.

Più di una volta Buono mi ha confessato che lui mirava alla poltrona, che la sua candidatura era per vincere con Giuseppe perché credeva nel progetto. Ho dato tutto quello che potevo togliendo tempo e attenzione a mio figlio, alla mia famiglia. Ho tenuto onore all’abbinamento da Buono propostomi, e lui che fa? Ordisce la trama del tradimento. Col sennò di poi ho capito perché non mi permetteva di stare al comitato di via San Lorenzo.

Mi diceva tranquilla è inutile che vieni, pensa a te e alla famiglia, stai lavorando bene. Così lui aveva piena disponibilità di una postazione logistica dove sponsorizzare se stesso, occultando il mio nome.  Perché tutto questo? Ha pensato che con l’abbinamento io potessi avere più preferenze di lui ed essere prima della lista? Probabile. Lo ha fatto perché temeva Jenny Moffa? Si, confermo, più volte mi ha ripetuto che dovevo prendere più voti di lei. E pensare che Buono fino al 27 maggio in uno dei tanti messaggi (subito dopo esito spoglio) esortava Giuseppe Mainiero a non abbandonare il progetto, di andare avanti e che lui e tutte le persone che avevano creduto lo avrebbero supportato affinché il programma andasse avanti. Ora ognuno è libero di fare scelte, e queste sono rispettate, però non dire la verità non è tollerabile. Buono mirava esclusivamente alla poltrona. 

Da parte mia voglio precisare che non ho mai aspirato alla poltrona, infatti il mio slogan è stato #hogialamiapoltrona. Il mio impegno è ed è stato per il cambiamento. Credo nel progetto di Mainiero. Continuerò a sostenere Giuseppe condividendo la sua scelta di appoggiare Pippo Cavaliere con un accordo di sanità pubblica per il bene di Foggia e dei foggiani, rifiutando un apparentamento tecnico per ottenere la poltrona tanto ambita da Buono”.