“Sul fronte del Gargano”, il focus di Radio 1 sulla mafia. “Qui mentalità da sudditi”. La vedova Luciani: “Si faccia giustizia per i nostri figli”

“Inviato Speciale” ha dedicato un approfondimento alla lotta alla criminalità garganica. Tra gli intervistati anche il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro

La mafia del Gargano al centro di un approfondimento di “Inviato Speciale”, trasmissione in onda su Radio 1. Tra gli intervistati all’interno del focus dal titolo “Sul fronte del Gargano”, Arcangela Petrucci, vedova di Luigi Luciani, il contadino ucciso insieme a suo fratello Aurelio nella strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. Occasione la nascita del presidio di Libera proprio nel centro garganico, intitolato ai due agricoltori. “Mi sono iscritta al presidio per portare ovunque la mia storia, la mia tragedia. La storia di due ragazzi eccezionali nella loro semplicità. Dove sono stati uccisi mio marito e mio cognato poteva trovarsi chiunque”. Poi la donna aggiunge: “Vogliamo portare la gente a decidere da che parte stare. Tanti sono stati vicino a me e alla mia famiglia. Ma ci sono persone che hanno paura ad esporsi. C’è chi mi è vicino ma solo fino a un certo punto. Poi si allontana per paura. Ma se siamo tutti uniti, la mafia non può ucciderci tutti. Questo presidio – continua – sia punto di riferimento per i giovani. Lo Stato sia presente. Per troppo tempo il territorio è rimasto alla mercé dei criminali”.

In trasmissione un’intervista al procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro: C’è stato un grande impegno negli ultimi mesi da parte del mio ufficio che si è tradotto in tantissime operazioni che hanno portato a contenere l’aggressione della criminalità. Però resta una provincia molto difficile per tante ragioni – evidenzia il magistrato -. È un territorio troppo vasto. Basti pensare che il circondario di Foggia sfocia anche nella Bat arrivando a superare alcune regioni come Molise, Liguria e Val d’Aosta”. 

Non poteva mancare un ricordo del maresciallo Vincenzo Di Gennaro ucciso a Cagnano Varano lo scorso 13 aprile: “In questo territorio lo Stato è percepito come qualcosa di estraneo e poco presente. Lo Stato dovrebbe essere sentito come parte di sé, invece c’è una mentalità da sudditi. Ecco allora che si spiegano comportamenti di aggressione nei confronti di uomini dello Stato come avvenuto a Cagnano”. 

Il portavoce del presidio di Libera a San Marco, Ludovico Delle Vergini: “Dobbiamo stare insieme per gridare a gran voce la voglia di libertà dei cittadini di San Marco e del Gargano”. Gli fa eco Sasy Spinelli, referente di Libera per la provincia di Foggia: “Ci stiamo impegnando per costituire presidi stabili. Molto spesso manca solo la scintilla per accrescere la rete”.

Intervistato anche l’avvocato penalista Pierpaolo Fischetti, difensore di numerose parti civili in processi di mafia, pesantemente minacciato dai clan garganici: “Oggi dovremmo educare le nostre generazioni. Più si parla, più si ragiona concretamente a progetti di legalità, più la mafia non riuscirà ad attecchire. I presidi di legalità sono presidi di libertà. Sta ai giovani il compito di conquistarla e preservarla”.

Inviato Speciale è terminato ancora una volta con le parole della vedova Luciani che è sempre in attesa di conoscere tutta la verità sulla strage del 9 agosto 2017 per la quale è stato arrestato il solo Giovanni Caterino, ritenuto basista del commando armato. “Mi aspetto giustizia. Mi aspetto verità. Ho un bambino di due anni e mezzo. Spero che sia fatta giustizia soprattutto per lui”.