Amore ed ironia in lotta contro l’omofobia: a Foggia arriva il regista de “L’unione falla forse”

Fabio Leli sarà al Palazzetto dell’arte il 17 Maggio per presentare alcuni spezzoni del suo nuovo film

Un incontro speciale nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte di Foggia per onorare al meglio la giornata internazionale contro l’omofobia. Il 17 maggio sarà ospite il regista de L’unione falla forse, Fabio Leli, in un evento organizzato da AGEDO Foggia “Gabriele Scalfarotto” in collaborazione con Famiglie Arcobaleno Puglia, Arcigay Foggia “Le Bigotte” e Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti in cui verranno mostrati alcuni spezzoni del nuovo film che sarà presentato in anteprima regionale a Bari il 19, 20 e 21 maggio. Nel nuovo progetto del giovane regista pugliese, presentato in anteprima nazionale nella vetrina torinese della 34° edizione del Lovers Film Festival di Torino in cui si è aggiudicato il premio “La Stampa”, i temi centrali sono l’omofobia e le unioni civili. Protagoniste della pellicola due famiglie Arcobaleno, una coppia di ragazzi pugliesi con due bambini e due donne palermitane con la loro figlia. La vita tranquilla e serena delle due famiglie, così simile a tante altre, viene interrotta dalle interviste ad esponenti di partiti e movimenti vicini al Family Day e al recente Congresso delle Famiglie di Verona, tra cui Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Silvana de Mari e Massimo Gandolfini, che espongono liberamente le proprie bizzarre idee sull’introduzione della legge, sul tema dell’omofobia e sull’omosessualità.

Il quadro che ne viene fuori è quello del “primo film che, con amore ed ironia, lotta contro l’omofobia”. Il film si impone come un importante documento d’attualità, a causa della crescita esponenziale dei movimenti ProLife di stampo cattolico estremista nonché della loro ascesa politica, grazie all’exploit dei partiti di destra che li hanno accolti nelle loro fila (il ministro della Famiglia Fontana e il senatore Pillon, entrambi membri del Family Day, ne sono un chiaro esempio). Ma anche per il crescente bisogno di riconoscimenti giuridici che le famiglie omogenitoriali chiedono a gran voce e a cui a volte solo la magistratura concede l’approvazione, a causa del taglio della Stepchild Adoption dalla legge sulle unioni civili del 2016 e del recente ritorno, sulla carta d’identità, alla dicitura di “padre” e “madre” imposta dal ministro Salvini.

L’unione falla forse, già presentato a marzo in anteprima internazionale al Festival Vues D’en Face di Grenoble, è approdato ad aprile anche in Romania al Serile Filmului Gay Film Festival di Cluj, in India per l’Out&Loud Queer Film Festival di Pune dove ha vinto il Best Indian Premiere, in Norvegia per il DokFilm, il più antico e prestigioso festival di cinema documentario norvegese e in anteprima italiana al 34° Lovers Film Festival – Torino Lgbtqi Visions ricevendo il premio “Now Award” assegnato da La Stampa. Dal 2 maggio è nelle sale italiane, distribuito da EffeCinematografica.