Postazioni 118 gestite da associazioni a Foggia, piovono accuse: “Asl paga ma lavoratori attendono stipendi”

I sindacati replicano alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da alcune associazioni della provincia

“Abbiamo letto con molta attenzione il comunicato stampa, pubblicato su alcuni organi di informazione, a firma di qualche associazione di volontariato che gestisce postazioni di 118 della ASL di Foggia e siamo rimasti basiti per la facilità con cui riescono a stravolgere una realtà che è sotto gli occhi di tutti”. A dichiararlo con una nota è il sindacato Usb.

“Nel confermare tutte le ragioni che hanno portato i lavoratori del S.E.U. 118 ad una lotta che chiede il rispetto dei diritti contrattuali (e non solo) e l’internalizzazione del servizio – proseguono -, in attesa dell’AREU, nelle società in house (Sanitaservice) delle ASL pugliesi, precisiamo alcuni punti. Innanzitutto, ll diritto a percepire lo stipendio nei tempi e nei modi previsti dal CCNL di settore (entro il 10 del mese successivo a quello di lavoro) non è contrattabile e non può essere legato al pagamento delle fatture da parte della ASL. Inoltre, la ASL di Foggia, ha dei tempi di rimborso delle fatture molto stretti (pochi giorni dopo la presentazione delle fatture) quindi è falso che i tempi di rimborso siano a due/tre mesi data fattura. Conosciamo (e non solo noi) casi di associazioni ‘attenzionate’ non solo dall’Ispettorato del Lavoro ma, anche, da Agenzia delle Entrate e INPS – proseguono dal sindacato -. Il servizio 118 è partito nel 2003 (per i motivi che hanno scritto i redattori del comunicato) come ‘sperimentale’, ad oggi è ancora tale e sarebbe ora che tale sperimentazione fosse chiusa, definitivamente”.

“Per tutte queste ragioni – concludono -, chiediamo il reintegro immediato dei lavoratori licenziati. Un comportamento da datori di lavoro corretti e che prendano ad esempio alcune (poche) associazioni veramente ligie e rispettose dei diritti dei lavoratori come, ad esempio, lo è la Misericordia di Orta Nova. Continueremo la nostra lotta fino a quando non avremo risposte”.