Sversamenti di rifiuti tra le coltivazioni, ambientalisti foggiani: “Verifiche urgenti, allarme per salute pubblica”

Fari puntati sulla discarica di Deliceto, dove vengono conferiti i rifiuti di 27 Comuni, chiusa perché esaurita ed in attesa di ampliamento dal 30 ottobre 2017

“Questa volta c’è voluto una trasmissione “Striscia la Notizia” per portare alla luce un grave caso di smaltimento illecito di rifiuti. È ecomafia? Il ‘re della monnezza’ della Provincia di Foggia può continuare ad operare senza che ci siano interventi? Sono solo alcune domande che ci poniamo, oltre a quali danni abbiamo ricevuto”. Questioni sulle quali è intervenuto il presidente di Arci Foggia, lo storico ambientalista Leonardo Antonio Soldo.

“Alcuni video – spiega – riprendono uno sversamento di percolato dalla discarica in alcuni fondi attigui (immagini girate in notturna accompagnate dalle dichiarazioni di un ex dipendente), attraverso un motopompa che aspira percolato e lo spedisce in un canale vicino che attraversa coltivazioni di grano, pomodori e broccoletti per sfociare poi nel fiume Cervaro che attraversa anche il Parco Regionale dell’Incoronata. L’acqua purtroppo è stata utilizzata  dagli agricoltori, che hanno i campi nei dintorni , per irrigarli e produrre alimenti che sicuramente sono inquinati”.

La discarica in questione si trova in contrada Catenazzo, in agro di Deliceto sui Monti Dauni, dove vengono conferiti i rifiuti di 27 Comuni, che è stata chiusa perché esaurita ed in attesa di ampliamento dal 30 ottobre 2017.

Ad oggi- prosegue – è ancora in corso la procedura di rilascio di nuova Aia per l’ampliamento della stessa: l’aggiornamento dell’autorizzazione consisterebbe in un aumento della volumetria pari a 483mila metri cubi Nella discarica vengono smaltiti  rifiuti indifferenziati cioè ‘tal quale’. Tanto che il commissario regionale dell’Agenzia regionale per il servizio gestione dei rifiuti ha accolto le richieste avanzate qualche settimana fa dal territorio decidendo di trattare la parte riciclabile presso il termovalorizzatore di Manfredonia e l’invio a Taranto del resto dei rifiuti. La trasmissione ha evidenziato anche la continua assenza di controlli nei pozzetti a latere della discarica in cui confluiva il percolato, perché sempre vuoti anche quando le condizioni atmosferiche erano favorevoli alla pioggia e alla neve”.

“Ovviamente disperdere il percolato nel canale serve ad aggirare i costi di smaltimento, pratica purtroppo molto comune nel mondo malavitoso legato al business dei rifiuti ed incide sulla salute dei cittadini oltre che sugli agricoltori che coltivano quei campi – conclude -. Diventa necessario un monitoraggio del suolo e dell’acqua di quell’area oltre che a verificare le condizioni di smaltimento dei rifiuti. E’ necessario che l’Arpa, la Asl, La Provincia, il Comune di Deliceto e la Regione Puglia intervengano per verificare quanto successo e se vi siano reali pericoli per la salute pubblica. Eppure da tempo si sapeva che quella discarica creava problemi all’ambiente. Nessuno ha visto niente, nessuno ha fatto niente. Intanto chi ne fa le spese in merito alla propria salute è la povera gente che vive in questa circostanza”.